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Salemme: «Il teatro non ti tradisce mai»

Ènapoletano?
«Napoletano di Bacoli».
Quando ha cominciato a fare teatro?
«Nel 1976 scritturato dalla compagnia teatrale di Tato Russo e ho debuttato come attore nella commedia "Ballata e morte di un capitano del popolo"».
Da figlio ha dato problemi?
«Non ho dato problemi e sono stato sempre molto indipendente. Proprio perché ho cominciato a lavorare prestissimo».
Dopo Tato Russo è arrivato Eduardo...
«Sì. Con la compagnia di Eduardo De Filippo molti anni e tante commedie. Commedie trasmesse anche dalla televisione. Con Eduardo fino al 1984, anno della sua morte, e poi con suo figlio Luca fino al 1992».
Ed è arrivato il cinema...
«Sì. È arrivato il cinema dopo il teatro. Negli anni Ottanta quando il regista Nanni Moretti mi affidò ruoli nei suoi film "Sogni d'oro", "Bianca" e "La messa è finita"».
E poi le sue opere teatrali sul grande schermo...
«Sì. Le mie commedie teatrali "E fuori nevica", "Passerotto, pipistrello", "L'amico del cuore", un cinema che mi è piaciuto fare e far vedere. Alcuni sono stati proprio dei bei successi».
Qual è il tipo di spettacolo teatrale che predilige?
«Il teatro mi piace tutto. Nei miei spettacoli spesso parlo napoletano, napoletano piccolo borghese, proprio quello inventato da Eduardo che è comunque un napoletano comprensibile. Con "Bello di papà", quest'ultimo mio spettacolo, sono stato capito anche a Bolzano».
Si è mai sentito tradito dal teatro?
«No, mai. Chi fa teatro ha un rapporto vero con il pubblico. E se tu non tradisci il tuo pubblico il tuo pubblico non tradisce te. Quando fai teatro sei tu stesso teatro, quindi non puoi tradire né te stesso né il pubblico».
Le piace ancora lavorare per il cinema?
«Sì. tantissimo. Al cinema ho dei progetti diversi che vorrei mettere in cantiere. Non tutti i progetti che avevo mi sono riusciti».
E ha lavorato anche in televisione...
«Sì. Un'esperienza bellissima. Non sono stato comunque premiato dalla televisione né tantomeno, a dir la verità, sono soddisfatto di quello che ho fatto in televisione».
Come vede il suo futuro?
«Tanto teatro, tanto lavoro e tanta serenità».

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