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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> Ispirato al cinema di ...

Spara o muori" è interpretato da Monica Bellucci, ancora una volta - la sesta - nel ruolo di una prostituta. Dopo "La Riffa" di Francesco Laudadio, "Malena" di Giuseppe Tornatore, "Combien tu m'aimes" di Bertrand Blier, Maria Maddalena ne "La passione di Cristo" di Gibson e "Il patto dei lupi" (dov'è una prostituta nella Francia del '700), ora, nella pellicola diretta da Michael Davis e da venerdì in 200 copie distribuite dalla Eagle, è invece Donna Quintano, "malafemmina" che recita in un poco credibile dialetto napoletano e alla quale Clive Owen, compulsivo mangiatore di carote, affida un neonato che tutti vogliono uccidere perchè legato a un losco giro politico-economico. Mentre nel ruolo del cattivo appare il mitico Paul Giamatti.
«Si può fare in mille film la parte della prostituta, ma ogni volta è un'emozione diversa, e poi non ho nulla contro le prostitute. Credo che ora in Italia ci siano problemi più gravi - ha detto la Bellucci, ieri a Roma, entrando nel dibattito sulla legge 194 -. È un momento molto pericoloso per il nostro Paese. Non ho nulla contro la religione e ho avuto una educazione cattolica ma la strumentalizzazione politica mi preoccupa. Alla fine, a rimetterci sono sempre le donne e occorre essere molto caute in questo momento perché potremmo ritrovarci nel Medioevo in un attimo. Il film di Davis mi è subito piaciuto: c'è lo spirito del fumetto e io amo da sempre i fumetti, con i quali ho quasi imparato a leggere e ho fatto poi tanti film di questo genere, come "Il patto dei lupi", "Asterix" e "Matrix". La parte più difficile da girare è stata quella di sesso, in piedi con Owen, una delle scene più originali del grande schermo: mentre siamo a letto insieme, arrivano dei killer pronti ad ammazzarci. Così, io e Clive ci ritroviamo in piedi, continuando a fare l'amore in un vertiginoso movimento circolare necessario a Smith (il personaggio di Owen) per sparare a turno sui tanti nemici. In realtà sono però una donna che lavora e tra, i viaggi e la bambina, non ho mai tempo per me stessa, nemmeno per fare ginnastica, anche se dovrei. Credo però nell'omeopatia, una cura che uso sia per me sia per mia figlia Deva. Ho tanta voglia di diventare ancora mamma, ma i film si possono programmare, i figli invece no. E se mi dovesse ricapitare, mentirei dicendo che non ne sarei felice. Presto, partirò per l'America per girare il film di Rebecca Miller "The Private Lives of Pippa Lee", con Keanu Reeves, Winona Ryder, Julianne Moore e Maggie Gyllenhaal. Sta poi per uscire "Sangue pazzo" di Marco Tullio Giordana, dove interpreto Luisa Ferida e sto ultimando "L'uomo che ama" di Maria Sole Tognazzi».

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