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Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it «Juno» è un ...

Eppure la storia non è una barzelletta. Siamo in una città statunitense. La sedicenne resta incinta. Decide di tenere il figlio e donare. Donare la vita al bimbo che ha in grembo. Donare il bimbo a una coppia che non ne può avere.
Resta comunque da interrogarsi. Sulla vita, sul senso della vita. E soprattutto su come Oltreoceano, anche Oltreoceano, si possa affrontare un tema così delicato, così complesso in maniera leggera e laica. Senza che alcuno s'azzardi a tirare pomodori, uova e verdura, quelle che si stanno riservando a Giuliano Ferrara in giro per l'Italia. Come anche in America si riesca a discuetere un problema che suscita grandi emozioni. Basta guardare i numeri, gli unici che taluno sembra comprendere: il film è costato 6 milioni di dollari e finora ne ha incassati 135. Ventidue volte tanto.
Insuperabile la protagonista Ellen Page, che ha sfiorato l'Oscar. Grandiosa anche la sceneggiatrice Diablo Cody, una blogger scoperta quasi per caso. Anche questa è America.

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