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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> Non solo festeggerà ...

E come se non bastasse la divina Claudia, che annovera ben 100 film alle spalle, sarà celebrata pure per i cinquant'anni di carriera (esordì nel '58 ne "I soliti ignoti" di Monicelli). E anche se la notizia non è ancora ufficiale (il programma del festival sarà noto il 17 aprile), Claudia Cardinale sarà sulla Croisette e a Cannes sarà festeggiata come la regina di quel matrimonio tra Italia e Francia, che nel cinema è stato un fenomeno costante nell'ultimo mezzo secolo.
«Non mi importa niente dei compleanni - ha detto l'attrice -. Non li festeggio mai, credo solo nel destino come gli orientali. Penso che sia già tutto scritto. Mia madre mi diceva sempre che c'è una stella che mi protegge. Sono una persona positiva, se le cose non vanno bene ci rifletto su e sto bene. All'inizio della mia carriera non capivo nulla, con tutti quegli italiani sul set, ero abituata a parlare francese e la mia voce era roca e sommessa perché ero poco abituata a parlare e avevo un problema alle corde vocali. Ricordo la contesa tra Visconti e Fellini che mi volevano entrambi protagonista nello stesso periodo: per il primo incarnavo la bruna, siciliana Angelica de "Il Gattopardo" e per il secondo la bionda presenza femminile di "Otto e mezzo". Dopo molti litigi, i produttori si accordarono per un condominio a settimane alterne, con ricorrenti cambi di colore dei capelli. Ora, lavorerò con un regista tunisino e poi con Gianni Amelio, che ha deciso di portare sullo schermo "Il primo uomo", l'ultimo libro scritto da Albert Camus: sarò la madre vecchia e analfabeta di Camus. Ma non dimentico i tempi in cui giravo con Brigitte Bardot, eravamo B.B. e C.C.: nel 1971, mi ritrovai con lei sullo stesso set nel film di Christian-Jacque "Le pistolere". Tutti temevano scintille tra due prime donne come noi, invece fu un idillio e mi sono divertita da morire con la donna che era stata un mio mito: da ragazza la copiavo anche nell'acconciatura e nei gesti. In "Otto e mezzo" giravamo senza copione. Visconti invece era un perfezionista. Valerio Zurlini mi invitò a casa sua, era vuota e senza mobili: cenammo insieme e due giorni dopo lessi sui giornali che si era suicidato. Il produttore Franco Cristaldi, dopo aver notato una mia fotografia, mi mise sotto contratto in esclusiva, proprio come a Hollywood si faceva con le giovani promesse. Ho avuto molti affascinanti compagni di set: da Mastroianni ("Il Bell'Antonio") a Delon ("Il Gattopardo"), da Burt Lancaster ("I Professionisti") a David Niven ("La pantera rosa"). Con Visconti ho lavorato in "Rocco e i suoi fratelli", ne "Il Gattopardo", in "Vaghe stelle dell'orsa" e in "Gruppo di famiglia in un interno". Mentre da Squitieri sono stata diretta ben otto volte: da "I Guappi" a "Federico II". Ma tra le pagine indimenticabili ci sono pure i sodalizi con autori come Blake Edwards, Richard Brooks, Sergio Leone, Marco Ferreri, Franco Zeffirelli, Liliana Cavani, Werner Herzog, Marco Bellocchio, Fellini, Maselli e Comencini».
È forte anche la sua recente passione per il teatro: dopo il fortunato debutto con "La Veneziana" di Maurizio Scaparro c'è stato l'impegno sociale, come ambasciatrice di cause umanitarie nei paesi in via di sviluppo. Se 6 anni fa le ha reso onore il Festival di Berlino con l'Orso d'oro alla carriera, quest'anno è stata la volta della Legion d'onore della Repubblica francese. Non si è mai spogliata in scena: concesse solo a Sergio Leone la schiena nuda in "C'era una volta il West". Per il regista Pasquale Squitieri, suo compagno da 35 anni, Claudia Cardinale «è una semidea, una extraterrestre, una forza della natura, una donna nata per recitare. Un po' come Marlon Brando: nessuna scuola, solo istinto».

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