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Martina Pinto, è italiana? «Assolutamente sì». Ma come, è ...


È quindi africana?
«No. Mi sento italiana anche se vivere in Kenya, a Malindi, è stato uno dei periodi più belli della mia vita».
Giovanissima vita...
«Sì. Ho compiuto da poco 18 anni».
E già ha avuto successo con l'ultimo film «Grande Grosso e Verdone» di Carlo Verdone...
«Sì. Sto veramente diventando molto popolare. Non è comunque quello che mi interessa. Ho interpretato il secondo episodio del film di Verdone con tanta emozione e con tanta ammirazione per il bravo Carlo».
Suo papà che cosa le ha insegnato?
«Non ho avuto una frequentazione eccellente con mio padre, commercialista, andava avanti e indietro con l'Italia».
Ha anche due fratelli?
«Sì, mia mamma ha avuto due fratelli con un altro uomo. Un buon rapporto, sono più grandi di me, Francesco e Andrea. Ci vogliamo bene».
E quando è tornata a Roma?
«Sono stata in zona Castelli, poi ci siamo trasferiti ad Assisi. Sempre e solo con mia madre, con la quale ho un rapporto stupendo. Anno '97 ad Assisi è arrivato il terremoto. Ci siamo trasferiti a Roma».
E ha cominciato a recitare perché?
«Si dice sempre così ma è proprio così: la recitazione è nata per caso. Già quando abitavo in Africa. È lì che ho cominciato a lavorare con alcuni ragazzi che erano proprietari di un'agenzia pubblicitaria. Ho pubblicizzato pannolini».
E poi?
«E poi pubblicità in piazza, ad Assisi, dove giravano tanti altri spot. Il regista di questa pubblicità mi consigliò di iscrivermi ad un'agenzia. Avevo solo 8 anni».
Il primo lavoro?
«Alla tenera età di 10 anni, Massimo Spano regista, mi scelse per "Bel Amì". Ed ancora nel 2003 un ruolo da protagonista in una fiction su Santa Maria Goretti. Ancora altre fiction: "Un caso di coscienza". "Don Matteo", "Incantesimo 6". "La squadra"».
E poi è arrivato il cinema...
«Con mio grande piacere. Avevo partecipato a un reality show di Raiuno "Ballando con le stelle". Non immaginavo che il cinema potesse interessarsi a me. E invece Carlo Verdone mi ha scelto. Aspetto con ansia anche un altro film che dovrà uscire presto, "Ho sposato un sbirro" con il bravo Flavio Insinna».
Si sente una ballerina mancata?
«Ho da sempre avuto anche la passione per la danza. Ballavo anche da sola. Comunque recitare è tutta un'altra cosa».
E ora va ancora a scuola?
«Sì. Frequento l'ultimo anno di Ragioneria. Una volta diplomata cercherò di andare all'università».

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