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Follia Baustelle contro il “festival dei morti viventi”

Follia Baustelle contro il “festival dei morti viventi”

Baustelle

Prese momentaneamente le distanze dalle fonti di ispirazione dei primi album, da Gainsbourg a Morricone, il trio guidato da Francesco Bianconi snocciola con sicurezza i nuovi brani, microstorie metropolitane del nostro tempo, frammenti di società contemporanea e di storia recente. 
Partono proprio con Antropophagus, forse il brano più rappresentativo di questa l'evoluzione, immigrati che si abbandonano a baldorie e cannibalismo nei parchi di Milano, seguita da Colombo condita da una citazione di Battiato.


Il 'singolone' Charlie fa surf, più asciutta e chitarristica che nel disco, crea lo scompiglio più assoluto nel locale stracolmo: per portare un po' di serenità nella dance hall ci vogliono la voce e gli occhi di ghiaccio di Rachele Barenghi che dà il meglio di sé nella bossa elettronica di Dark room.
Il palco sgangherato provoca non pochi problemi tecnici ai Baustelle costringendoli a una pausa di qualche minuto nella quale Bianconi improvvisa una versione da falò estivo voce e chitarra del refrain di 'Voglio una vita tranquilla' di Tricarico, aggiungendo in calce: “Anche nel 'festival dei morti viventi' può esserci un momento autentico di poesia.”


Nella scaletta compaiono anche brani tratti dagli album precedenti, La malavita, La moda del lento e l'esordio Sussidiario illustrato della giovinezza con arrangiamenti curati ed efficaci anche grazie a una band entusiasta e al polistrumentista Nicola Manzan che riesce a dare la sfumatura giusta a ogni pezzo. Tra i momenti da ricordare sicuramente la coda strumentale di Baudelaire che satura e inspessisce il funky dance del brano.  

 

Francesco Bianconi si misura poi con Bruci la città, canzone scritta da lui e portata al successo da Irene Grandi. Ne esce una versione chitarristica un po' spigolosa, forse non supportata dall'acustica del locale. Dopo le note di Andarsene così molti dei tanti Charlie della capitale abbandonano il locale, salgono sui motorini e spariscono per via Ostiense. Magari una volta a casa, per la gioia di genitori e vicini accendono l'ampli e la drum-machine, e pensano a quali possono essere i motivi per i quali in Italia una band come i Baustelle, (talento, idee, efficacia) diventi famosa e apprezzata solo dopo il quarto disco.

Le prossime date dei Baustelle

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