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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it «Il mio nuovo programma ...

La formula è semplice: i concorrenti devono ricordare e cantare il testo di brani molto famosi, suonati in diretta dalla band in studio, tentando la scalata al montepremi in dieci gradini. In vetta un superpremio da 250 mila euro. Non è importante essere intonati, bisogna ricordare le parole. Un gioco nello stile di «Chi fermerà la musica», con Pupo su Raiuno e che rientra nella categoria dei «concorrenti canterini», con tutti i debiti distinguo, come «X Factor» di Raidue con Francesco Facchinetti. Una bella sfida per Amedeo Sebastiani, in arte Amadeus, classe 1962, ma che, essendo un «vecchio lupo di mare» della tv, non si preoccupa più di tanto. Una puntata di prova è andata in onda a dicembre con ascolti decisamente positivi: 2 milioni 899 mila telespettatori, con il 12,90% di share. «Canta e vinci!», con la partecipazione del comico di Zelig Checco Zalone, è tratto da un programma di grandissimo successo negli Stati Uniti: «Don't Forget the Lyrics!», su Fox.
Amadeus, per lei questa nuova trasmissione è una sfida...
«Ho affrontato prove più difficili, "Canta e vinci!" è un programma già testato, molto carino: un gemellaggio tra il karaoke alla Fiorello e "Chi vuol essere milionario". Negli Stati Uniti piace moltissimo e poi ha la durata giusta, va dalle 21,10 alle 22,30».
C'è differenza tra il pubblico italiano e quello americano?
«Non è vero che negli altri paesi sono più avanti di noi, per la televisione, ma i meccanismi sono più innovativi, non hanno il problema dello share. I risultati Auditel devono servire per migliorare i programmi, non per creare ansia. Il pubblico italiano è attento, aperto, come quello francese, che conosco bene, o come quello statunitense».
Come catturerà l'attenzione dei telespettatori?
«Punto sulla voglia che hanno gli italiani di cantare, sul coinvolgimento del pubblico con le musiche e il ritmo. Inoltre c'è la gara, certo, non c'è il pathos delle vincite del Milionario, tutto è più tranquillo. E poi ci sono gli interventi comici di Checco Zalone, questa è la vera novità, che non è presente nel programma americano».
Una trasmissione per tutti, per le famiglie?
«Assolutamente trasversale, come deve essere un programma di successo, la puntata di prova l'ha vista anche mia figlia Alice, di dieci anni».
E a lei è piaciuta?
«Sì, una bella soddisfazione».

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