cerca

Simona Caporilli<br/> s.caporilli@iltempo.it<br/> <br/> ...

È una storia di mafia quella della ragazza uccisa il 12 dicembre 1985, colpita con cinque colpi di fucile in faccia a Monte Campone, nei pressi di Messina (Sicilia). E che vedrà impegnato Beppe Fiorello nei panni del carabiniere Pietro, il fratello di Graziella che ieri ha partecipato alla presentazione della fiction.
La giovane, aveva appena diciassette anni, fu uccisa per aver trovato in maniera fortuita di un documento che identificava due latitanti, custodito nelle tasche di una camicia. Un abito trovato nella lavanderia, in cui in quel momento la ragazza stava lavorando.
Il contesto è quella della Sicilia anni Ottanta, di un famiglia normale che sperava di condurre un'esistenza interamente nella norma. Un film tv che ha rischiato di non andare in onda - a 23 anni dall'accaduto - in attesa dell'arringa finale dell'8 marzo e del processo d'appello con la sentenza finale, il 18 marzo: un procedimento tutt'ora in corso per Gerlando Alberti jr. e Giovanni Sutera.
Invano la richiesta dei magistrati di Messina di rimandare per la terza volta la pellicola, che tratta una storia di cronaca, un racconto accaduto realmente. «È sbagliato - ha detto ieri il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo alla presentazione del film tv - pensare che una fiction, un'opera come questa, possa influenzare alcuni giudizi in corso perché allora dovremmo fermare le informazioni, le inchieste».
All'inizio, Fiorello non ha nascosto la propria titubanza: «Ero convinto - ha commentato - che la "Vita rubata" raccontasse ancora una volta la mia Sicilia come terra di mafia. Questa invece, è una storia di grande amore e di una famiglia unita. Ed io, per fortuna, di famiglia unita me ne intendo visto che la mia lo è».
La vita di Graziella all'interno del film viene raccontata, come ha detto Beppe Fiorello, come «una immensa storia d'amore», quello del fratello e della numerosa famiglia della ragazza. Un film tv scritto da Graziano Diana, che lo ha anche diretto, con Larissa Volpentesta, Guja Jelo, Alessio Vassallo e Aurora Quattrocchi.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Degrado capitale, la stazione Termini è un gabinetto a cielo aperto VIDEO

La cassanata definitiva: "Ci ho ripensato, continuo a giocare"
Dopo le liti in tv relax al mare: Adriana Volpe in versione sirenetta
Roma, in viaggio seduti sul paraurti Così strappano un passaggio al tram

Opinioni