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Jovanotti evita l'inno del Pd «Ma non firmerò liberatorie»

Jovanotti evita l'inno del Pd «Ma non firmerò liberatorie»

Veltroni e Jovanotti

Del resto, l'album "Safari" sta andando fortissimo e allora «perché dovrei eseguire un pezzo di tre anni fa?». Dunque, niente "Mi fido di te", l'inno estemporaneo del Partito Democratico, con buona pace di chi cercava l'incidente elettorale. «Nessuno mi ha vietato nulla: in quel caso mi verrebbe voglia di eseguirla. La par condicio? Non firmerò liberatorie per garantire l'apoliticità del mio intervento. Ho 41 anni, so prendermi le mie responsabilità».
Qualcuno obietta: e quando nel 2000, dallo stesso palco, si rivolse a D'Alema? «Non era propaganda», spiega Lorenzo, «ma un appello rivolto direttamente al premier in carica, perché prendesse iniziative per la cancellazione del debito nei paesi poveri».
Ai giovani cantanti che diserteranno le urne, risponde: «La democrazia prevede la possibilità di andare a votare, ma non è un reato non farlo. Da ragazzo io a casaccio. Poi ho capito che questo strumento è un privilegio, e che nei Paesi dove non ci sono elezioni la vita è molto complessa». Bacchetta Povia, che una volta escluso dal festival si è mobilitato per dirne male. «È una scelta senza forza politica». E sulla decisione degli organizzatori di far cantare fuori gara la Berté si dimostra più che perplesso: «Il gioco è bello quando si rispettano le regole. E la gara è il sale del festival. Però», ammette Lorenzo «siamo tutti sulla stessa barca, Pippo deve portare a casa il festival, Loredana gli serve, e se per un punto di share mi devo vestire da Superman giuro che lo faccio».
Sul palco con lui, direttamente dalla California, ci sarà l'eclettico cantautore-chitarrista Ben Harper, che prima si guarda intorno un po' spaesato, e poi si dice «privilegiato per essere stato immerso nella tradizione di questo evento». Che Jovanotti gli ha raccontato con pazienza ed entusiasmo, «perché», giura l'italiano, «alla fine di Sanremo ricordiamo magicamente solo le cose belle. O le canzoni che dalla tv non ti prendono e poi ti rimangono dentro. Qualche tempo fa, a Rio de Janeiro, dalla radio di un taxi è partita d'improvviso "Sarà perché ti amo" dei Ricchi e Poveri", e io mi sono messo a piangere».
Ste.Man.

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