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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> Ancora una volta un ...

Il film, dal 29 febbraio nelle sale distribuito da Eagle Pictures, promosso da Amnesty International e tra gli eventi speciali di "Human Rights Nights" (festival sui diritti umani in programma a Bologna dal 15 al 20 aprile), è ispirato alla vera storia dell'ingegnere canadese di origini siriane Maher Arar, sottoposto a 11 mesi di tortura dopo essere stato prelevato da agenti Cia, il cui aereo ha fatto scalo, in una notte dell'ottobre 2002, all'aeroporto militare di Ciampino. Il suo è solo uno dei 21 casi "ben documentati" dalla Commissione d'inchiesta sulle "rendition" del Parlamento europeo, il cui relatore, Claudio Fava, era presente alla proiezione insieme ad Armando Spataro, procuratore aggiunto della Repubblica di Milano e titolare dell'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar.
«Il film è assolutamente realistico», ha sottolineato Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty, che descrive il fenomeno delle rendition nei suoi aspetti più inquietanti: la sparizione; la famiglia della vittima che non riesce a sapere cosa sia accaduto; la politica che nega; la mancanza di accuse chiare che giustifichino la procedura; la prigionia segreta; gli abusi, le umiliazioni, la tortura e le violazioni dei diritti umani. La pellicola si inserisce così nel nuovo filone hollywoodiano dei film di impegno civile, da "Leone per agnelli" di Robert Redford al candidato all'Oscar "Michael Clayton", con il fervente attivista della campagna "Save Darfur", George Clooney.
Il sudafricano Hood (con lo sceneggiatore Kelley Sane) costruisce un personaggio basandosi su cinque storie realmente accadute e documentate. Quello che ne esce è Anwar El-Ibrahimi (Omar Metwally), ingegnere chimico egiziano residente in America da vent'anni, rapito in aeroporto, trasportato in un'anonima località del Nord Africa, accusato di contatti con il terrorismo islamico e, per questo, torturato brutalmente. La sua storia viene raccontata dalla moglie Isabella (Reese Witherspoon), alla disperata ricerca di notizie che si scontra, inevitabilmente, con il silenzio e l'indifferenza delle istituzioni. A lei, si aggiungono Douglas Freeman (Jake Gyllenhaall), analista Cia in trasferta, al suo primo incarico come osservatore negli interrogatori, Abasi Fawal, torturatore alla ricerca di terroristi e della figlia scomparsa, e il direttore della Cia, Corinne Withman (Meryl Streep). Le fasi della "extroardinary rendition" (consegna straordinaria), controversa procedura speciale contro presunti terroristi, viene dettagliatamente denunciata nel film.

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