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di GINA DI MEO Adriana Trigiani, italo-americana di terza ...


Adriana, lei è una una scrittrice femminista?
«Di solito tendo a evitare le etichettature. Il mio lavoro consiste nell'intrattenere le persone, premesso questo, posso dirle che una buona femminista è una donna che lavora sodo, si sostiene da sola e si fissa degli obiettivi. In questo caso, certo, sono una femminista».
Cosa pensa degli attuali candidati sia Repubblicani che Democratici?
«John McCain è sicuramente un eroe americano, tuttavia sono lantana da lui su molte posizioni. La signora Clinton è una persona intelligente, con grandi capacità e una donna di talento. Ma il mio candidato preferito è il signor Obama, lo appoggio al 100%. Penso che abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare e lui è dotato di acume, di un'intelligenza sottile e ha un grande cuore. È la persona giusta per farci andare avanti in maniera positiva e con grazia».
È superfluo chiederle per chi voterà...
«Non ho mai mancato di votare da quando ne ho avuto diritto. Ho votato per i Democratici, per i Repubblicani e per gli Indipendenti. A ogni elezione cerco di studiare i fatti e votare di conseguenza».
Da donna, lei cosa pensa di Hillary Clinton?
«Sono molto orgogliosa di vivere e votare in un paese dove una donna forte e capace è candidata alla presidenza».
E Barack Obama?
«Sono molto orgogliosa di vivere e votare in un paese dove un uomo così brillante è candidato alla presidenza».
È d'accordo con la scrittrice, premio Nobel, Toni Morrison, la quale ha dichiarato che non appoggia Obama solo perché è nero "bensì perché è intelligente, integro, di un'autenticità rara", e considera la sua candidatura come "uno dei momenti singolari che le nazioni possono ignorare solo a loro rischio".
«Sono totalmente d'accordo su tutto ciò che ha dichiarato Toni Morrison, come di solito sono d'accordo su tutte le cose che lei dice. La Morrison è un bene prezioso per l'America».
E secondo lei l'America è davvero pronta per un presidente di colore o una donna?
«Assolutamente sì. Anche se spesso ci concentriamo sui pregiudizi e sui punti deboli di questo paese, queste elezioni ci mostrano che siamo invece molto aperti. È indice che la democrazia funziona, che il mio voto conta e così conta anche il tuo».
E cosa invece proprio non va nei candidati?
«Da quando sono stata in grado di votare, c'è sempre stato un membro sia della famiglia Bush o della famiglia Clinton alla Casa Bianca. Penso davvero che sia ora di un cambiamento».

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