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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it BERLINO Torna a casa a mani ...

Unica presenza italiana durante la cerimonia quella di Francesco Rosi (Oso d'oro alla carriera). L'Orso d'oro è stato meritatamente vinto da "Tropa de elite" del brasiliano José Padilha; il Gran Premio della Giuria è andato a "Standard Operating Procedure" dell'americano Errol Morris; migliore regia a un altro americano, Paul Thomas Anderson con "Il petroliere"; migliore sceneggiatura al cinese Wang Xiaoshuai con "Zuo Yo" e migliore opera prima al giapponese Kumasaka Izur con "Asyl - Park and Love Hotel". L'Orso d'argento come migliore attore: Reza Najie per il film "Avaze Gonjeshk-ha" dell'iraniano Majid Majidi e quello come migliore attrice a Sally Hawkins (la sola a commuoversi alla premiazione) per la commedia di Mike Leigh, "Happy Go Lucky". L'Orso d'argento per le musiche è stato dato a Jonny Greenwood per "Il petroliere" e il premio Alfred Bauer (in memoria al fondatore del festival) è andato a "Lake Tahoe" del messicano Fernando Eimbcke.
Il filo rosso della 58esima edizione della Berlinale si dipana attraverso film drammatici e politici, basati su quell'impegno che tanto appassiona il presidente della Giuria, il regista Costa Gravas. Al centro il dolore, come nel film vincitore "Tropa de elite", sorta di docu-fiction su torture, esecuzioni arbitrarie e metodi illegali usati dalla polizia nelle favelas di Rio de Janeiro. Nel film, tratto dal libro di Edoardo Soares, viene documentata anche la visita di papa Wojtyla nel 1997, quando più di 300 persone vennero massacrate. Il regista accusato dalla stampa tedesca di avere realizzato un film fascista e al quale sono state chieste le scuse, ha detto: «Non ho niente di cui scusarmi, ho raccontato la storia del mio Paese». E ancora, emergono le torture documentate dal premio Oscar Errol Morris in "Standard Operating Procedure" sui prigionieri del carcere di Abu Ghraib in Iraq torturati dai soldati americani. A questi drammi si contrappone la commedia esilarante "Happy Go Luck" di Leigh, con la bravissima vincitrice Sally Hawkins (interprete pure di "Sogni e delitti"), ma anche la grande ondata di film musicali con i quali quest'anno il direttore Dieter Kosslick ha voluto accendere la Berlinale. A cominciare dai Rolling Stones ripresi da Martin Scorsese in "Shine a light" e da Patti Smith in "Drem of life", passando per Neil Young in "CSNY Déja vu", firmato da Bernard Shaker, nome dietro cui si nasconde Young. E finendo con l'esordio alla regia di Madonna con "Filth & Wisdom", interpretato da Eugene Hutz, leader della gipsy punk band dei Gogol Bordello. Dopo la premiazione, il regista visionario Michel Gondry ha presentato al festival berlinese - fuori concorso - "Be Kind Rewind". L'autore francese, già regista di videoclip, narra la storia surreale di un avvocato (Sigourney Weaver) e due amici, Jerry (Jack Black) e Mike (Mos Def).
La Germania adesso punta sul festival di Cannes con "The Palermo Shooting" con Giovanna Mezzogiorno, di Wim Wenders, che ha ricevuto l'altro ieri a Berlino il premio Bacco, insieme con Blu Yoshimi, 10 anni, per il ruolo della figlia di Nanni Moretti in "Caos Calmo", la più giovane vincitrice nei 16 anni di vita del premio berlinese assegnato da critici e inviati italiani alla Berlinale. Con loro sono stati premiati l'attrice irano-tedesca Jasmin Tabatai e l'ex allenatore della nazionale italiana campione del mondo proprio a Berlino nel 2006, Marcello Lippi. La consegna è avvenuta durante la "Notte delle Stelle", serata italiana ideata, finanziata e condotta, da Massimo Mannozzi, gastronomo toscano residente a Berlino.

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