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Caos calmo

Caos calmo

Moretti

«Caos calmo» di Sandro Veronesi era un romanzo faticoso da leggersi, affollato a dismisura di personaggi secondari però incentrato su un protagonista, anche voce narrante, che morta all'improvviso sua moglie, temendo conseguenze negative di quella perdita sulla figlia decenne, lasciava un alto incarico in un'impresa di prestigio e se ne stava sulla sua auto tutto il giorno di fronte alla scuola della bambina, intento solo a quello; mentre attorno amici, parenti, colleghi gli si alternavano quasi tutti con un problema da risolvere o con una crisi personale, nella vita privata e sul lavoro. Antonello Grimaldi, dopo alcuni film modesti e molta televisione popolare, affronta adesso quel romanzo, sintetizzando al massimo i personaggi, anche come numero, e apportando, alla trama, alcune precise varianti. Intanto il luogo dell'azione: non più a Milano ma Roma (nonostante un finale con neve fitta). Poi quell'auto su cui il protagonista si era isolato. C'è ancora, ma di sfondo, sostituita in prevalenza da una panchina nei giardinetti prospicienti la scuola. Possono accertarsi, meno facile consentire sempre sulle sintesi operate nella descrizione di tutti quei personaggi che si fanno via via incontro al protagonista, quasi sempre infastidendolo, sia che vogliono coinvolgerlo in trame al livello del suo lavoro (nell'impresa di cui fa parte si stanno minacciando manovre di vario tipo), sia che vengano a discutere questioni familiari, non ultimo quel suo lutto da cui, forse, intende estraniarsi.
I caratteri sono indicati spesso in superficie, limitandoli solo a delle facce e anche la tanto chiacchierata scena di sesso, nel libro minutamente motivata, finisce per risultare così improvvisa da rischiare quasi il gratuito.
Il film, tuttavia, pur con questi scompensi soprattutto a livello di racconto e di psicologie, un suo peso finisce per averlo. Per merito, soprattutto, della presenza di Nanni Moretti nelle vesti del protagonista. Forse non è il personaggio sbandato, sospeso, irritabile pensato da Veronesi, ma è, con molta più logica, uno dei quei personaggi fra nevrosi e vero dolore che tanta parte hanno avuto nel cinema di Moretti: crucciato, in equilibrio fra dubbi e tormenti, con una mimica che dice di più, sulle contraddizioni e le ansie, di quanto non dicano le battute di dialogo che gli si ascoltano attorno.
Lo coadiuva egregiamente un Alessandro Gassman rinnovato, grintoso, incisivo. Cui si accompagnano Isabella Ferrari (nella pagina erotica) e Valeria Golino, una cognata confusa.

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