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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> Nanni Moretti non ci ...


«Mi sembra una scena riuscita, ma se devo dire la verità non mi ricordo neppure come l'ho girata. Non capisco perchè tutto questo interesse, il sesso esiste nella vita e nei film. Il filmato su YouTube non l'ho visto perchè non so ancora usare il computer, ma per fortuna ora il film esce e si parlerà anche di altro - ha spiegato l'attore che ha partecipato pure alla sceneggiatura con Laura Paolucci e Francesco Piccolo-. La scena di sesso è stata montata dai giornalisti e poi - tirando fuori dalla tasca due pezzi di carta - questi sono due ritagli di giornale. Uno, di due righe, narra della partecipazione di "Caos Calmo" in concorso a Berlino, mentre questo più grande descrive la scena di sesso. Parlando della crisi politica italiana non come cittadino, ma come sceneggiatore e regista, forse mi metterei su una panchina, come il mio personaggio, a cercare di mettere ordine. Ma non riesco, per ora, neppure a trovare la panchina. Il mio protagonista è un uomo che condivide un lutto con la propria figlia (Blu Yoshimi). Ma a differenza de "La stanza del figlio", dove dopo il lutto il nucleo familiare si frantuma, qui invece il lutto fa nascere un rapporto nuovo tra padre e figlia».
"Caos calmo" è tratto dall'omonimo libro di Sandro Veronesi, dove Pietro Paladini (Moretti), manager di un network televisivo, tornando a casa, trova morta la moglie (con cui ha una bambina), proprio il giorno in cui ha salvato dall'annegamento in mare la misteriosa Eleonora (Ferrari). Da allora, tutte le mattine parcheggia l'auto davanti alla scuola della figlia, pur di starle vicino, ricreando in quei giardinetti di fronte all'istituto scolastico il suo microcosmo. A mano a mano, andranno a trovarlo tutti: la scombinata cognata Marta (Valeria Golino); il fratello esuberante (uno straordinario Alessandro Gassman); i suoi ambiziosi colleghi come Jean Claude (Hippolyte Girardot) e Samuele (Silvio Orlando), capo del personale; fino al capo dei capi della sua azienda (un cammeo di Roman Polansky) e alla bella sconosciuta Iolanda (Kasia Smutniak). Per Grimaldi, affermato regista di fiction tv, la bestemmia che viene detta nel film, mercoledì in commissione censura «era già nel romanzo e noi l'abbiamo lasciata: ma è una bestemmia cattolica, è l'atto di ribellione di un personaggio, come quello interpretato da Silvio Orlando, che decide di mollare tutto e andare poi ad aiutare il fratello missionario. Mentre la scena di sesso rappresenta il risveglio del protagonista, dopo l'elaborazione del lutto».
Dalla sensuale Ferrari, la scena hard «è stata affrontata con spirito Zen, mi è però dispiaciuto vedere le immagini su YouTube, perché ho pensato ai miei figli, a loro potrebbero dar fastidio. Sono state più faticose le riprese sull'annegamento, dove ho rischiato di morire, ma nessuno se ne è accorto».

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