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Addio a Ugo Pirro Premio Oscar per i film sui mutamenti italiani

Dall'autobiografico "Mio figlio non sa leggere" all'aggraziato "Celluloide", in cui ricostruì il clima e il fermento del neorealismo nascente intorno alla lavorazione di "Roma Città Aperta", set che frequentò alla corte di Roberto Rossellini. Il suo successo internazionale si lega alla collaborazione con Elio Petri sul finire degli anni '60, ma i due Oscar che lo resero famoso nel mondo portano la sua firma a fianco di quella di Vittorio De Sica ("Il Giardino dei Finzi Contini") e di Elio Petri ("Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"), premiati entrambi nel 1970. Carlo Lizzani e Peppe De Santis lo introdussero nella cerchia degli intellettuali del Pci, da cui però prese le distanze dopo l'invasione dell'Ungheria. Pirro è stato tra gli animatori dell'Anac (l'associazione degli autori cinematografici) e la cosiddetta "trilogia del potere" connotò il cinema italiano d'impegno civile con le sue oltre 50 sceneggiature in 45 anni di attività.

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