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«Realizzo ancora film di successo a prezzi contenuti»

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«Sì. Regista, sceneggiatore e produttore. Sono nato a piazza Santa Emerenziana dove c'è una chiesa e il cinema parrocchiale mi ha praticamente formato. Mio padre, impiegato dell'Inail era un appassionato di cinema, aveva anche recitato come comparsa. Mi ha trasmesso molto questa passione. Con lui vedevo da bambino anche tre film al giorno. A 14 anni e non dico bugie avevo già visto tutto Bergman. Quando frequentavo la scuola con una vecchia 8 millimetri con i miei amici a Villa Ada ho girato le prime storie».
Suo padre non voleva che lei facesse questo mestiere?
«Nonostante la sua passione per il cinema mio padre avrebbe voluto per me il classico posto fisso. Mi incitava a fare concorsi statali ma io ho rifiutato questo invito. E meno male».
Un regista affermato, un marito sereno?
«Sì. Mia moglie Rossella Drudi è una brava sceneggiatrice e ci siamo conosciuti dopo il liceo perché frequentavamo proprio gli stessi cineclubs. Lavorava nella moda, ci siamo sposati e come regali di nozze abbiamo chiesto i primi finanziamenti per produrre il nostro primo film. Da allora la collaborazione professionale che mi auguro non finisca mai».
Padre entusiasta?
«Sì, mia figlia Valentina, 27 anni, lavora come scenografa e costumista. Era proprio un destino».
Insomma, il cinema come un vizio di famiglia. E al di fuori del cinema cosa ama?
«Il cinema è stato il mio grande amore ed è il mio grande amore. L'unica cosa che avevo in testa. Anche se è un lavoro molto precario. Non smetterò mai di fare cinema».
Passa per essere un regista che produce film poco costosi.
«Sì, è vero. Mi sforzo per riuscirci. Spero di riuscirci anche per il futuro. Mi auguro che il mio ottimismo non mi faccia abbandonare questa strada che è la mia vita».

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