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Il re del Made in Italy

Se ne è andato via nella sua casa di via San Tomaso, a Milano, a causa di uno scompenso cardiaco sopraggiunto a un'influenza. Per sua volontà non ci saranno funerali religiosi.
Sottsass era nato a Innsbruck nel 1917 e dopo essersi laureato in Architettura, al Politecnico di Torino nel 1939, iniziò l'attività a Milano in un anno difficile, il 1947. Qui, dopo quella Guerra che sembrava non lasciare speranze e che, invece, sarà seguita dal trionfo del boom economico, stabilì la sede del suo primo studio di design. Nella vita Sottsass ha spaziato in tutti i campi dell'architettura, ma si è concentrato proprio sul design, anzi, ha creato, dal 1958, il concetto di design di stile italiano.
Nella lunga e felice carriera la sua matita ha lasciato il segno in ogni settore del Made in Italy, dal disegno industriale, alla fotografia, ha creato persino i gioielli. Nel '58 Sottsass iniziò la collaborazione con la Olivetti, che durerà trent'anni. Per la grande industria italiana progetterà diversi oggetti, tra cui la calcolatrice Logos 27, nel 1963, le macchine da scrivere Praxis 48 (1964) e la celeberrima Valentine (con Perry King), il sistema per ufficio Synthesis (1973). Il progetto più blasonato è stato, probabilmente, il computer Mainframe Elea 9003, grazie al quale vinse il Compasso D'Oro nel '59.
Sempre lucido e in forma è stato attivo fino a pochissimi giorni fa, partecipando anche all'allestimento della mostra «Vorrei sapere perché», che fino al 2 marzo ne celebra la creatività a Trieste, nel Salone degli Incanti della ex Pescheria. «Penso ad una piccola mostra, ma molto emozionante - spiegò durante la progettazione dell'evento - mi piacerebbe che i visitatori uscissero piangendo, con emozione».
La sua ricerca l'ha portato a contatti con svariate correnti, ovviamente con il Razionalismo, poi con il Movimento Arte Concreta, lo Spazialismo, la cultura Pop. La sua esperienza, anche spirituale, è stata però sempre contraddistinta dal contatto con la materia, con gli oggetti di uso quotidiano. Ed è attorno agli anni Ottanta che fonda con architetti di livello internazionale il gruppo «Memphis», assieme a Michele de Lucchi, Hans Hollein, Arata Isozaki e Andrea Branzi. Con lo studio Sottsass e associati, fondato nel 1980, ha creato una visione a tutto campo della progettualità, dalla casa all'ambiente urbano. Sono nati così oggetti per le maggiori industrie di arredamento, e poi case, ville, manifesti di grandi eventi, disegni di «città ideali», il progetto per la Nuova Malpensa, oltre a importanti mostre personali. Amava dire: «Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza».

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