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Gloria e sangue nella reggia maledetta

L'estate il caldo era descritto come insopportabile e l'inverno il freddo faceva battere i denti. L'aria sembra fosse pesante, tanto da causare l'affanno, e dovunque aleggiavano cattivi odori. Le fontane del castello erano alimentate da limacciosa acqua di fiume che arrivava dalla Senna attraverso un complesso sistema di pompe, la macchina di Marly, un vero gioiello di ingegneria del '600. Ma quanto a igiene...
All'inizio del XVII secolo Versailles era solo un dimesso edificio, un palazzetto costruito sotto Luigi XIII al limite delle foreste, il suo luogo di caccia preferito. Nel 1661, suo figlio Luigi XIV decise di ingrandirlo e trasformarlo nel prestigioso castello circondato da un grande parco alberato simbolo dell'assolutismo. Lo fece perché all'epoca Parigi era inospitale anche per un sovrano e contro il parere di molti che sapevano quanto fosse malsana l'area.
Fatto sta che, un po' per le carenze igieniche, un po' per sfortuna, molti di quelli che vissero a Versailles fecero una fine ingloriosa. Luigi XIV, il sovrano assoluto, morì di cancrena alle gambe. Lo precedettero suo figlio, Luigi duca di Borgogna ed il primo figlio ed erede di questi. Morì anche il Gran Delfino, tutti di vaiolo. Luigi XVI e la moglie furono ghigliottinati. Ma Versailles fu, ed è ancora oggi, additato per il suo splendore.
A. A.

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