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Giovanna Mezzogiorno: «Così Bardem mi ha amato per oltre cinquant'anni»


In una mega produzione hollywoodiana si racconta la storia di un grande amore che dura ben 51 anni 9 mesi e 4 giorni. Almeno da parte di Fiorentino Aziza (Barden), che non perde nemmeno un momento la fiducia di poter amare la sua Fermina Daza (Mezzogiorno). E ci riuscirà, anche se i due s'incontreranno ormai da ultra settantenni.
«Interpretare un personaggio che da sedicenne diventa settantenne è stata la mia prova più difficile, quella che non potevo sbagliare», ha svelato ieri la Mezzogiorno, che nel film è la giovane e bella figlia di un ricco mercante di muli di cui s'innamora perdutamente Fiorentino Ariza, poeta e impiegato della Compagnia Fluviale del Caribe. Quella di Fiorentino è una vera e propria ossessione, solo inizialmente corrisposta da Fermina, poi allontanata dal suo innamorato dal padre, che la vuole sposa in ben altro partito. Col tempo, Fermina lo dimentica e sposa il facoltoso medico Juvenal Urbino (Bratt). Il film, come il libro, i trasforma nella cronaca di una lunga attesa che dura oltre 50 anni. Fiorentino nel frattempo non disdegna però avventure con altre donne che addirittura riunisce in una "non picciol lista", proprio come Don Giovanni. All'uomo dal cuore infranto non resta che cogliere un'ultima occasione, la morte del marito della sua amata. Ormai anziani, i due inizieranno a vivere i loro primi approcci, goffi e timorosi, segnati «dall'odore della vecchiaia. Per me - ha detto la Mezzogiorno - è stata un'occasione incredibile. Quando giravamo a Cartaghena (Colombia) ero molto spaventata. Ho dovuto affrontare una fatica sia fisica sia mentale che non mi permetteva di sbagliare. Il mio personaggio rinuncia al grande amore a favore di una vita borghese con tanto di marito facoltoso che alla fine non manca di tradirla. Fermina è sicuramente l'eroina di un grande romanzo d'amore, ma non si può dire che sia una donna romantica. È una donna moderna che rivolge la sua scelta verso un uomo concreto. Fermina è una persona che posso capire: può far paura un uomo così romantico e follemente innamorato come Fiorentino. Apparire invecchiata nel film non mi ha preoccupata più di tanto, a parte la fatica del trucco, d'invecchiare non me ne frega nulla, soprattutto quando si tratta di girare un film bello e importante come questo. Ho amato molto il mio personaggio, ma non le assomiglio. Non sono come lei, ma la capisco e l'ammiro: non so se sarei mai riuscita a resistere alle tentazioni per così tanto tempo, con la sua sicurezza e durezza».

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