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Sarina Biraghi s.biraghi@iltempo.it L'intenso verde di ...

E nella nuova «Galleria Gagosian» di Via Crispi la musica dei tre trittici di Twombly ti «avvolge» grazie alla monumentale sala ovale, lunga 23 metri e alta sei, rigorosamente bianca in puro stile minimal americano la cui curva ricorda il barocco di Borromini e Bernini, la memoria storica di Roma.
Ieri è stato proprio il sindaco Veltroni a dare il benvenuto nella capitale al gallerista californiano di origini armene Larry Gagosian, il re dei mercanti d'arte, che dopo un'accurata ricerca ha scelto proprio la palazzina Liberty di Via Crispi 16, proprietà dell'editore Domenico Bonifaci, per la sua settima galleria, la prima in Italia.
E Gagosian, già socio del leggendario Leo Castelli, detto lo «squalo» per il fiuto negli affari (ultimo colpo da miliardario, abbattere ogni record di vendita all'asta per un artista vivente aggiudicandosi «Hanging heart», il cuore color magenta opera dell'ex marito di Cicciolina Jeff Koons) non ha infranto il mito della sua riservatezza un po' snob. Sciarpa rossa, sguardo mite e sorriso delicato, l'incontrastato art dealer internazionale non ha rilasciato dichiarazioni. Si è lasciato fotografare accanto al sindaco davanti al gigantesco trittico e poi si è appartato con l'ospite in una saletta privata.
«Per Gagosian la galleria romana è un investimento importante - ha commentato Veltroni - e anche per noi coglierlo. Sono venuto qui per ringraziarlo. Questa sede è un luogo di assoluta spettacolarità, un luogo perfetto nel cuore di Roma che conferma l'apertura di una nuova stagione della vita culturale».
Allora è infondata la descrizione del New York Times?
Per il leader del Pd il NYT «ha descritto uno stato d'animo: il Paese ha bisogno obiettivamente di ritrovare fiducia, sorriso, serenità, energia e speranza. Ma i fondamentali sui quali lavorare ci sono: la grande vita culturale, un meraviglioso sistema delle imprese, ragazzi di primissimo livello, gente che vuole lavorare».
Insomma Roma è una capitale trendy, e non è un caso che un mecenate come «Go-go» abbia scelto la città eterna quale sede prestigiosa per promuovere la sua nutrita scuderia di artisti, tra cui gli italiani Clemente e Vezzoli. Veltroni ha anche annunciato sinergie: «Lavoreremo insieme: i luoghi archeologici della città possono valorizzare i capolavori contemporanei».
Conferma anche la direttrice posh Pepi Marchetti Franchi, ex Guggenheim: «Abbiamo tante idee da sviluppare e un programma di almeno quattro o cinque mostre l'anno». Incantato il soprintendente del Polo museale romano, Claudio Strinati: «Gagosian è una meteorite che apre non un buco ma una prospettiva». Ammirato anche il presidente della Fondazione Quadriennale di Roma Gino Agnese.

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