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Pizzi, una mostra per raccontare l'Italia

Pizzi, una mostra per raccontare l'Italia

Umberto Pizzi

Divi, politici, personalità si sono alternati per salutare Umberto Pizzi, fotografo ironico e irriverente che, per quarant'anni, ha colto visi, smorfie e baci proibiti di «quelli che contano». Nella mostra di palazzo Wedekind aperta al pubblico da oggi fino all'8 gennaio, tutti i giorni tranne i festivi dalle 14 alle 19, in grandi pannelli appaiono tanti anni di storia italiana. Dalla mostra è stato tratto anche un libro, edito da «Il Tempo», intitolato sempre «Umberto Pizzi - La bocca».


Il primo che ha stretto la mano al fotoreporter è stato l'editore de «Il Tempo», Domenico Bonifaci, che ha fortemente voluto l'evento. A passeggio tra i grandi pannelli nel salone dei ricevimenti al primo piano che affaccia sulla centralissima piazza Colonna si sono alternati il sindaco di Roma e leader del Pd Walter Veltroni, il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, il senatore Goffredo Bettini, Gianni Letta, Cesare Romiti e Donna Assunta Almirante.


Tra i primi a giungere alla serata di inaugurazione della mostra Ias Gawronski, seguito poco dopo da Paolo Di Mizio, caporedattore del Tg5. Con al guinzaglio l'immancabile cagnolino è arrivato il giornalista e scrittore Alain Elkann, che ha candidamente ammesso di non sapere se mai nella vita era stato immortalato da Pizzi. Mai fotografato dal reporter anche Severino Antinori visto che, ha detto, passa la maggior parte del suo tempo in laboratorio. «Pizzicati», invece e «finiti in mostra» un nutrito drappello di personaggi: da Renzo Arbore al senatore Lino Jannuzzi, «colto» mentre bacia Gianni De Michelis.

Simpaticissima Silvana Pampanini che si è presentata a salutare Pizzi vestita come quando fu immortalata mentre mangia una fetta di prosciutto. Tra le signore anche Barbara Palombelli e Adriana Russo. Con gli occhi sgranati davanti alla sua gigantografia Pamela Prati, baciata da don Santino Spartà che, in modo simpatico e casto, non ha perso l'occasione per baciarla ancora una volta. Con un vaporoso cappotto nero e un grande colbacco è arrivata Ela Weber che, tra gli immancabili brindisi offerti dai maestri sommelier e le ricche specialità italiane del buffet, ha evitato disinvoltamente di soffermarsi davanti alla foto che la ritrae in un affettuoso abbraccio con Silvia Serra di Cassano.


Oggi la sala di palazzo Wedekind è per le mostre, un tempo ospitava la redazione del giornale, con decine di macchine da scrivere perennemente al lavoro. In questo grande salone ebbe l'occasione di lavorare come editorialista de «Il Tempo» anche Bruno Vespa, presente tra gli altri alla serata.

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