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Eugenio Zacchi<br/> Da quando i Vareghi, popolazione ...

In una sorta di feedback, ritorniamo al processo di occidentalizzazione di Pietro il Grande, alle riforme illuminate di Caterina II, all'abolizione del servaggio di Alessandro II, alle rivoluzioni di Febbraio e di Ottobre, al regime di Stalin, alla Guerra Fredda e alla Perestroika.
Sono stati eventi, e personalità, decisivi per intere generazioni. Ma la nuova Russia, ora, pur avendo alle spalle secoli di profonde trasformazioni, continua a mantenere integro il proprio ruolo di "Grande Madre", in un mondo spesso più attento alle ultime mode, alle finzioni più ciniche del profitto, e all'apparente indifferenza di chi vuole dimenticare.
Ma l'arte non dimentica.
Allora acquista un significato profondo il premio Grinzane Cavour perché rivolge il giusto plauso a quella cultura e a quell'arte attente alla valorizzazione del dialogo e della conoscenza fra diversi paesi come nell'ambito riconoscimento a Mikhail Shishkin e alla traduttrice Elena Dmitrieva, che ha permesso la conoscenza di autori italiani come Primo Levi e Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Si annullano quindi distinzioni geografiche, politiche, e ancor più sociali, tra questi e le straordinarie vicende di Turgenev o quelle à rèbour di Dostoevskji, o travolgenti di Tolstoj. In questo senso vanno considerati i romanzi corali di Shishkin, "Capelvenere" (Voland 2006) e "La presa di Izmail" (Voland 2007), dove i protagonisti diventano la ragione ultima dello sguardo atemporale su un'umanità che, sebbene vittima e carnefice allo stesso tempo di se stessa, vale la pena comunque di vivere per quel sentimento unico e onnipossente che è l'amore. Non a caso, presenti a questa terza edizione del Premio, ideata a realizzata da Giuliano Soria, sono Nico Orengo e Michele Mari, che insieme ad altre personalità della cultura russa, hanno testimoniato la particolare sensibilità per uno scambio culturale possibile, grazie all'impegno di eccellenti traduttori che hanno dato l'opportunità di far conoscere e apprezzare l'arte dello scrivere di ogni tempo e nei diversi stili. Orengo, autore di "Hotel Angleterre" (Einaudi 2007), affronta, attraverso il pretesto di una penna donata da Goethe a Pushkin, il viaggio di nobili russi verso la Riviera ligure in seguito alla Rivoluzione. Mari invece, con "Verderame" (Einaudi 2007), la fuga della famiglia Kropoff dalla Russia in Italia nel 1918.
Temi simili, scritture originali, contenuti eterni.

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