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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Quarant'anni fa non si ...

Si chiamava Eleonora Rossi Drago.
Nata il 23 settembre del '25, all'anagrafe Palmina Omiccioli, Eleonora Rossi Drago si è spenta ieri a Palermo, aveva 82 anni. Subito dopo la guerra, giovanissima, sfruttò la sua bellezza, la statura e il fascino magnetico per darsi alla moda. Fu prima fotomodella, poi disegnatrice di abiti.
Ma fu chiaro subito che il mondo della moda era un po' stretto per lei. Scandalizzò l'Italia perché, favoritissima al concorso di Miss Italia, nel '47, ne fu alla fine esclusa: era sposata con un figlio. Il primo film nel '49 con «I pirati di Capri»; il successo un po' dopo, con Luigi Comencini in «Le persiane chiuse», del '51. Interpreterà una gran quantità di film sentimentali non proprio di grande spessore narrativo, comunque recitando con cura e passione e soprattutto, quando le capitarono le grandi occasioni, si dimostrò sempre all'altezza, per quanto potessero essere grandi i ruoli, le storie e i registi. Nel 1955 Michelangelo Antonioni la sceglie per «Le amiche», tratto dal libro di Cesare Pavese. Sotto la guida di Luchino Visconti, si impegna poi in teatro con «Zio Vanja» di Cechov. Nel 1959 convince tutti con la sua interpretazione di Liliana in una pietra miliare del cinema italiano: «Un maledetto imbroglio» firmato da Pietro Germi e tratto dal romanzo «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana», di Carlo Emilio Gadda.
Reciterà anche in tv partecipando, con «La cittadella», nel '64, alla nascita dei grandi sceneggiati italiani. Si sposò nei Settanta con l'industriale Domenico La Cavera che la convinse a ritirarsi a vita privata. Ma il pubblico non la dimenticherà mai.

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