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Contro Berlusconi a suon di parolacce

 Altroche Dante Alighieri, il padre della lingua italiana, neanche «Er Monnezza» dei peggiori anni Settanta riusciva a infilare una tale quantità di volgarità una dietro l'altra. E tutto su Raiuno in prima serata. Chi ha bambini è stato costretto a girare canale. È partito così, ieri sera un po' prima delle 21, «Il quinto dell'Inferno», trasposizione televisiva del tour teatrale «TuttoDante» con oltre 100 repliche in 48 città e più di un milione di spettatori.
L'altro giorno annunciando la trasmissione Benigni aveva promesso di parlare dell'amore, ma più che altro ha parlato di politica. In diretta dagli studi di Papigno, a Terni, ha attaccato: «Berlusconi ha avuto cinque mogli, di cui due sue», e poi: «Mandate sms da 1 euro per una famiglia piemontese indigente, vissuta all'estero perché senza permesso di soggiorno. Si chiamano Savoia, hanno nomi altisonanti, ma sono poveri: sono in 4, ma con 3 ville». E dopo una scarica di parolacce sulle intercettazioni di Vallettopoli: «Ho tolto le parti volgari, se riporto le frasi originali mi vergogno».
Poi, verso metà trasmissione, come per magia, l'atmosfera cambia: il premio Oscar smette di parlare di politica e comincia con Dante. Lo spettacolo sale vertiginosamente di livello. Benigni cambia talmente che elencando le dittature: nazismo, fascismo, si ricorda di metterci anche il comunismo.
Il «Tutto Dante» in 13 puntate per altrettanti canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23 e poi il 25 e 26 dicembre e l'1 e 2 gennaio.

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