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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> Infaticabile, ironico ...


«Questo ruolo sarà una sorpresa per tutti - ha svelato -. Anche per me. Ma più di tanto non posso dire perché altrimenti Pupi si arrabbia. Dico solo che non sono io il padre di Giovanna».
Che genere di commedie cinematografiche ha scelto per il festival di Monte Carlo?
«Come accade da sempre la commedia fotografa e documenta le realtà di vari Paesi. Il modo di vivere dei francesi è diverso da quello degli americani, ma lo stile di una commedia resta sempre lo stesso, grottesco, satirico e graffiante. E non c'è solo l'aspetto della comicità: nei racconti emergono anche i ritratti sociali della nostra epoca, tra precariato e giovani senza valori. Oltre a personaggi come Mario Monicelli, Ettore Scola e Ornella Muti, avremo tanti bei film in concorso, come "Big City" di Djamel Bensalah con Olivier Baroux, esilarante commedia under 14 che in Francia si annuncia già come uno dei titoli di punta del prossimo Natale. E poi c'è l'irlandese "Garage" di Lenny Abrahamson. Insomma, si riderà e si rifletterà con le commedie di mezzo mondo, fino al gala finale di sabato, quando con il Principe Alberto chiuderemo la kermesse con un omaggio a Grace Kelly».
Ci sono commedie che puntano il dito sui giovani, sospesi tra difficoltà economiche e trasgressioni efferate?
«Sì, ma occorrono messaggi positivi. E in questo il cinema ha una grande responsabilità. Anche perché se in tv ci vanno persone che non sanno fare nulla e durano quanto il lampo di un cerino, al cinema si vede subito se uno non sa recitare. È necessario restituire valori alla vita. Stop a consumismo, capitalismo, esibizionismo. Basta con assassini e delinquenti extracomunitari che invece di essere rispediti al loro Paese sono pagati per fare gli ospiti in tv. Non c'è il senso dello Stato».
É intanto ricucito lo strappo mediatico tra Mediaset e "Striscia", e tra Berlusconi e Fini, dopo che il programma satirico di Ricci aveva "deriso" la nuova fidanzata(in dolce attesa) di Gianfranco Fini. Il gioco delle parti è stato mantenuto: Ricci fa satira e tira fendenti a destra e sinistra; Confalonieri s'arrabbia quando "Striscia" esagera.
«La satira è satira. L'abbiamo fatta con tutti, con Berlusconi, con Veltroni o con D'Alema. È questa la formula vincente di "Striscia" che fa record di ascolti, persino dopo venti anni di attività. E poi la mostra di "Striscia" alla Triennale è sempre strapiena. Tanto che Confalonieri, non solo ha proposto una proroga dopo il 25 novembre, ma ha persino suggerito di installare una mostra permanente. Con i Gabibbi, i 4 mila schermi con tutte le puntate di "Striscia", i memorabilia, lo scatolone altro tre metri pieno delle denunce che ci ha inviato la gente e i tapiri storici: compreso quello che si ruppe in seguito all'aggressione di Del Noce contro il povero Staffelli, o quello che lanciammo da un elicottero sull'"Isola dei famosi" per Al Bano, che però lo aveva lì sotterrato. Ma noi, ostinati, lo abbiamo recuperato».

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