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L'Appennino si era messo il suo vestito migliore nel giorno ...


Esponenti del mondo della politica e dell'informazione, amici e semplici ammiratori si sono arrampicati fino a Pianaccio, trenta anime in mezzo ai castagni, non solo per il funerale, il saluto al maestro di giornalismo, ma anche per compiere un pellegrinaggio laico nel luogo dove quella libertà di cui Biagi è stato un profeta si può toccare e respirare, una terra che ha visto combattere i partigiani.
«Eravamo amici - ha ricordato il cardinale Ersilio Tonini, amico di famiglia che ha partecipato alla cerimonia abbracciando le figlie Bice e Carla - anzi eravamo fratelli. Il nostro è stato un rapporto profondissimo. Biagi aveva una profondità interiore intatta e riportava i sentimenti respirati qui, nella sua Pianaccio. E Pianaccio ha trasmesso i valori profondi della sua umanità. Avrete un testimone che rappresenta la vostra storia, da consegnare di generazione in generazione». Tonini ha ricordato anche che la loro amicizia era nata parecchi anni fa, dopo la sua omelia per i 13 operai morti nella stiva della nave «Elisabetta Montanari» a Ravenna. «Volle che andassi in tv per parlare di questo grande evento, che gli fece capire una cosa: che la tv aveva il compito di svegliare le coscienze, di comunicare alle coscienze di questa generazione che non è il commercio, non è la stupidità dei primati che conta, ma il valore della coscienza netta e pulita».
Seduti su quelle panche che Biagi stesso aveva regalato alla Chiesa anche Romano Prodi, Walter Veltroni, Sergio Cofferati, Paolo Gentiloni, i vertici della Rai e tantissimi giornalisti, compreso Roberto Saviano, autore di «Gomorra», intervistato da Biagi in occasione del suo ritorno in tv, dopo il cosiddetto «editto bulgaro» che, anche in questo giorno di dolore, non ha smesso di far discutere.
Un funerale semplice quindi, e rispettoso di una tradizione paesana, proprio come se ad essere sepolto fosse stato un paesano qualsiasi. Tradizione che non è stata infranta nemmeno nella sepoltura: Enzo Biagi non è infatti accanto alla moglie e alla figlia, ma nella metà del piccolissimo cimitero che da sempre è riservata agli uomini. Un ultimo segno di attenzione verso una saggezza antica.

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