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Addio don Benzi, profeta di verità

Voi in Italia sbranate più di 30 mila ragazze romene, delle quali in partenza il 50 per cento sono bambine. Siete voi che foraggiate e mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno 200 milioni di euro all'anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l'anno perchè tutto l'anno massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni e i vostri sono molto, ma molto più delinquenti dei nostri". E hanno ragione», aveva dichiarato don Benzi. Poi, nella notte di giovedì, l'attaco cardiaco e la morte nel suo alloggio, presso la parrocchia della Resurrezione di Rimini. Tutti sono rimasti ammutoliti dal dolore, nel ricordo del suo coraggioso impegno sociale, soprattutto verso gli adolescenti.
Nato il 7 settembre 1925 a S. Clemente, un paesino romagnolo a 20 km da Rimini, da una famiglia di operai e settimo di 9 figli, a 12 anni entra in seminario a Rimini e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949. Pochi giorni dopo, è nominato cappellano della parrocchia di San Nicolò a Rimini. Nell'ottobre 1950 viene chiamato in seminario a Rimini come insegnante e nella stessa data nominato Vice Assistente della Gioventù Cattolica di Rimini (incarico che manterrà fino al '52). Proprio in quel periodo, matura in lui la convinzione dell'importanza di essere presenti ai giovani adolescenti nei quali si formano «i metri di misura definitivi dei valori di vita». Don Oreste riteneva fondamentale realizzare una serie di attività che favorissero un «incontro simpatico con Cristo». In questo progetto rientra anche la costruzione di una casa alpina ad Alba di Canazei (Trento) per soggiorni di adolescenti, realizzata dal 1958 al 1961. Mantenendo l'impegno fra i giovanissimi, nel '53 - e fino al '69 - è chiamato ad essere Direttore Spirituale nel seminario di Rimini per i giovani dai dai 12 ai 17 anni. Dal '53, oltre al seminario, insegna religione alla scuola Agraria S. Giovanni Bosco di Rimini, frequentata dagli adolescenti nei primi tre anni dopo le elementari. Nel '59, continuando l'ufficio di padre spirituale in seminario e la presenza fra gli adolescenti in Diocesi, viene trasferito in vari licei tra Rimini e Riccione. E proprio in quegli anni avviene il reclutamento di giovani che si prestano a fare vacanza animando i soggiorni montani per i ragazzi in difficoltà. Nel '68, con questo gruppetto di giovani e con alcuni altri sacerdoti, dà vita all'Associazione Papa Giovanni XXIII, che ottiene poi il riconoscimento della personalità giuridica.
L'apertura della prima Casa Famiglia dell'Associazione Papa Giovanni XXIII è a Coriano (Rimini) il 3 luglio 1972: oggi la stessa Associazione conta 200 case-famiglia e oltre 30 comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti.

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