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Nanni, «eroe» dei giovani

L'occasione gli viene offerta dall'uscita del film "Meduse", nelle sale dal 9 novembre grazie alla Sacher, nota società di distribuzione di Moretti, che con provocatoria disinvoltura ha abbandonato l'incontro con una signora solo perché qualcuno gli ha rivolto la banale domanda: perché ha scelto proprio questo film? Già vincitore della Camèra D'Or al festival di Cannes, "Meduse" segna l'esordio alla regia dello scrittore Etgar Keret e della sua compagna Shira Geffen, attrice di teatro, parente di Moshe Dayan, figlia di un giornalista e poeta, sorella di una rock star.
Curiosamente, nel film non c'è alcun accenno alla guerra, ma piuttosto a storie di vita surreale, che si agitano in una Tel Aviv semplice e disordinata. Qui, Keren (Noa Knoller) si rompe una gamba proprio il giorno del suo matrimonio. Mentre una misteriosa bambina esce dal mare e incontra la giovane Bayta (Sarah Adler), una cameriera vessata dal suo datore di lavoro. Infine, c'è Yoi (Ma-Nenita De La Torre), badante filippina che sogna di tornare nel suo paese.
Ieri, all'incontro stampa capitolino al cinema Nuovo Sacher, le prime domande alla coppia di autori israeliani sono arrivate dallo stesso Moretti, che ha sottolineato il successo del film girato in soli 27 giorni con un milione di Euro. Il tema del mare è parte di Tel Aviv: «Simboleggia l'inconscio, la vita e anche le meduse del titolo, che fanno paura perchè non si vedono. La prima volta che sono venuto a Roma - ha ricordato Etgar - un amico mi ha portato nel ristorante dove mangia di solito Nanni e ho ordinato le stesse cose che ordina lui; invece l'altra sera eravano a cena insieme: Incredibile! Ma quando l'ho visto arrivare senza Vespa è stato come vedere John Wayne senza cavallo». Anche per Shira, Moretti è un «eroe, un punto di riferimento, per come esprime la sua arte come attore, produttore e regista in piena libertà».

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