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LA TERZA MADRE, di Dario Argento, con Asia Argento, Philippe ...

L'aveva seguita, in "Inferno", nel 1980, una seconda, Mater Tenebrarum, che, quella, imperversava a New York. Adesso, sempre ricollegando lo spunto originale trovato in "Suspiria de profundis", scritto nel 1845 da Thomas de Quincey, siamo alla terza, Mater Lacrimarum, la peggiore, ignorata e silente da oltre mille anni.
La riporta alle sue infamie l'incauta scoperta, in un cimitero, di un'urna che conteneva una sua tunica e degli antichi amuleti, in grado, e l'una e gli l'altri, non solo di rievocarla, ma di permetterle, addirittura a Roma, di dare inizio alle sue efferate tregende che dovrebbero portarla, tra sconvolgimenti tremendi, alla definitiva vittoria del male sul Bene. Al solito, la battaglia per osteggiarla, la combatte una donna fragile, Sarah che ha però avuto una madre, a suo tempo assassinata perché, dedita alla magia bianca, intendeva contrastare con quella la magia nera dei suoi avversari. Il suo fantasma, adesso, materializzato in forme evanescenti, è pronto a difendere Sarah nel suo scontro pauroso con la Terza Madre la quale, oltre a volere la morte di tutti per regnare su un mondo popolato solo dalle sue streghe nefaste, vuole annientare proprio lei, sapendo che, con quel fantasma a suo sostegno, potrebbe mandare a monte i suoi funebri piani. Naturalmente, prima di arrivare alla sua sconfitta, se ne vedranno di tutti i colori perché Argento conosce da sempre questi meccanismi e sa prima come costruirli e dopo come metterli in moto, infittendo l'azione di tutte le atrocità più terrificanti.
Con una torma di streghe perverse che invade Roma seminandovi la distruzione anche suscitando in molti reazioni malvagie, con una sequela di ammazzamenti ottenuto ciascuno con tecniche diverse ma tutti spargendo fiumi di sangue, con incubi, tensioni, situazioni angosciose ritmate in maniera sempre ossessiva perché lo spettatore non abbia mai tregua. Permettendogli di tirare il fiato solo un attimo, quando, prevedibile e atteso esploderà il finale. A sostegno di tutto questo che, comunque lo si accolga, è un genere in cui Argento è maestro, uno stolo di attori, anche noti, tra i quali, nelle vesti di Sarah, primeggia Asia Argento, capace di urlare come nell'Urlo di Munch.

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