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Alessandra Fiori<br/> <br/> L'imbarazzo è il sentimento che ...


Nella summa del già visto, la trasmissione è incentrata sulla finzione del dietro le quinte e, la telecamera, si sposta nella sala regia. Nel gioco costante e stantio tra finzione e realtà, tv e verità, nulla è stato risparmiato allo spettatore: Boncompagni assiste alle prove di ballo, fornisce indicazioni, riceve sms sul cellulare, si fa pettinare e ride delle sue stesse battute. Il risultato è un caos indistinto, tanto innocuo quanto inutile che, complice l'orario, finisce immancabilmente per conciliare il sonno. Spiritosa Alessandra Mussolini che, kefia al collo, batte le mani al ritmo di "Bandiera rossa".
La sbirciatina con commento al contemporaneo "Porta a porta", aggiunge l'ennesimo tassello al bunker di autoreferenzialità in cui si è chiusa una certa tv che, così facendo, celebra solo e sempre se stessa. L'ovvia scelta scenografica ricade su un gruppo di ragazzine carine ancheggianti, pronte a cantare e a sorridere a comando ma ne è passato di tempo da "Non è la rai" e il 5.68% di share è pronto a rimarcarlo.
Coraggiosa o imperscrutabile che sia, la scelta della programmazione di La7, continua a segnalarsi per la sua originalità. Così accanto a programmi nuovi e più riusciti come "Exit", condotto da Ilaria D'Amico, il terzo polo televisivo si concede sperimentazioni più o meno interessanti. Non tutte possono riuscire.

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