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«Il regno del cinema è il Sud d'Italia»


Con le musiche originali di Sergio Cammariere la pellicola ha un cast super: Diego Abatantuono, Valeria Bruni Tedeschi, Donatella Finocchiaro, lo stesso Calopresti, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Elena Bouryka e con la partecipazione di Gerard Depardieu. Uscirà nelle sale il 16 novembre.
Per i regista il film è «un inno al cambiamento, un invito ai giovani del Sud ad inseguire le proprie ambizioni senza cercare gli altri, la politica, il potere, l'assistenzialismo. Cercate di stare dentro le cose in maniera positiva e propositiva», ha esortato il regista che si augura che «dei giovani del Sud non si parli più in termini di problemi. Io sono meridionale, per me il Sud non è un problema. Basta vedere l'entusiasmo con il quale hanno reagito le persone attorno al set. È stato fantastico, felliniano - ha aggiunto - vedere l'hotel dove giravamo assediato di gente del posto che voleva partecipare».
«Sono cresciuto a Torino con mio padre che andava alla Fiat per farmi studiare - ha proseguito - Ho inseguito le mie ambizioni e già questo significa arrivare, poi ho avuto la fortuna di fare il mestiere che volevo e per questo film ho firmato le stesse cambiali che faceva mio padre per comprare il frigorifero. Dentro, come tutti gli emigranti, ho nostalgia di quei posti del Sud».
E per concludere, da buon cineasta, un giudizio durissimo sulla tv: «Davanti alla televisione oggi si può morire. Il rischio è molto alto. Se non d'infarto, almeno di noia. Spero davvero che il cinema possa risollevare le sorti della gente».

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