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Nobel medicina: tra i premiati<br/> l'italiano Mario Capecchi

Renato Capecchi era considerato dalla comunita' scientifica internazionale un candidato naturale all'assegnazione del Nobel. Emigrato con la famiglia da Verona negli Stati Uniti quando aveva appena 7 anni, ha ottenuto i piu' importanti riconoscimenti scientifici. Il 12 maggio scorso l'Universita' di Bologna lo aveva insignito della Laurea honoris causa in Biotecnologie mediche. La sua tesi di dottorato ad Hrvard in biologia molecolare, supervisionata dal premio Nobel James D. Watson, verteva sull'analisi dei meccanismi di iniziazione e di terminazione della sintesi proteica. Capecchi e' diventato famoso per il suo lavoro pionieristico sullo sviluppo del 'gene targeting' nelle cellule staminali di embrioni murini (ES cells). Questa tecnologia e' utilizzata oggi dai ricercatori di tutto il mondo per 'costruire' topi con mutazioni inserite in un qualsiasi gene. La potenza di questa tecnologia e' tale che il ricercatore puo' scegliere sia quale gene mutare che come farlo. In pratica il ricercatore puo' scegliere come e quali sequenze di Dna del genoma di topo vuole cambiare e cio' permette di valutare in dettaglio la funzione di ogni gene durante lo sviluppo embrionale o nelle fasi successive.
Poiche' tutti i fenomeni biologici sono mediati da geni, il 'gene targeting' sta avendo una ricaduta importante su praticamente tutti gli aspetti della biologia dei mammiferi, inclusi gli studi sul cancro, sull'embriogenesi, sull'immunologia, sulla neurobiologia e in pratica su tutte le malattie umane.
Questa tecnologia ha molte applicazioni per la medicina clinica. Infatti attraverso di essa si puo' costruire qualsiasi modello di malattia genetica umana in animali da laboratorio, studiarne l?evoluzione e verificare l?efficacia di potenziali terapie contro la stessa. In un prossimo futuro, poiche' si puo' scegliere quale gene modificare e come, nuovi approcci alla terapia genica basati sul 'gene targeting' potranno essere usati per correggere un gene endogeno difettoso nel tessuto umano appropriato. Queste nuove strategie di terapia genica mirate saranno percio' dirette alla causa prima della malattia piuttosto che ai sintomi.

Tra i vari riconoscimenti avuti da Mario Renato Capecchi - da anni cittadino statunitense - ci sono il premio Bristol-Myers Squibb (1992); il premio della Fondazione Gairdner (1993); il premio Alfred P. Sloan Jr. (1994); il premio tedesco per la Bioanalisi molecolare (1996); il premio Kyoto (1996); la medaglia Franklin (1997): il premio Rosenblatt (1998); il premio Baxter (1998); il premio italiano Premio Phoenix-Anni Verdi (2000); il premio spagnolo Jimenez-Diaz (2001); la National Medal of Science (2001), la medaglia John Scott (2002) e il premio Wolf Prize (2002/03). Laureato al college di Antioch nel 1961, prese il Ph.D. in biofisica ad Harvard nel 1967. Nel 1969 divenne assistente della cattedra di biochimica della Harvard School of Medicine per passare ad associato due anni dopo. Nel 1973 lascio' Harvard per la facolta' di medicina dell'Universita' dello Utah dove ancora oggi lavora. Capecchi e' dal 1991 membro dell'Accademia nazionale statunitense delle Scienze e dell'Accademia europea delle Scienze dal 2002.

 Mario Capecchi stava dormendo quando ha ricevuto la telefonata del comitato che assegna i Premi Nobel alle 3 del mattino, ora locale. Lo ha raccontato lui stesso raggiunto da Ap a Salt Lake City, nello Utah, dove insegna all'Università. "La cosa suonava molto seria", ha ironizzato il professore italo americano, Premio Nobel per la Medicina 2007, assieme al britannico Martin J.Evans e l'americano Olivier Smithies. "Deve essere vero", ha pensato subito dopo. Ricevere il premio è stato "molto gratificante", ha raccontato il 70enne di origini veronesi. In America è emigrato che aveva solo 9 anni. Dopo aver lavorato più di 20 anni su questa ricerca, ha affermato che "è piuttosto piacevole essere riconosciuto a questo livello". L'americano Smithies si augura che la vittoria del Premio Nobel faciliti l'ottenimento di finanziamenti per altri lavori. Il processo messo a punto dai tre Premi Nobel per la Medicina è stato usato per aiutare la scienza a determinare perchè alcune malattie, come la fibrosi cistica, colpiscono le persone ad un livello cellulare. Nella sua menzione d'onore, il comitato ha sottolineato che l'uso della manipolazione del gene ha contribuito ad espandere la conoscenza di "numerosi geni nello sviluppo embrionico, la fisiologia adulta, l'invecchiamento e la malattia". L'anno scorso ad aggiudicarsi il Premio Nobel per la Medicina sono stati gli americani Andrew Z.Fire e Craig C.Mello per le loro scoperte legate al meccanismo di interferenza a Rna nel silenziamento dei geni. Il premio per la Medicina è il primo dei sei prestigiosi Nobel annunciati quest'anno. Mancano all'appello quelli di Chimica, Fisica, Letteratura, Pace ed Economia. Saranno poi consegnati il 10 dicembre, come è prassi, nell'anniversario della morte del fondatore del premio Alfred Nobel nel 1896.

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