cerca

Il dramma di Moro nelle note accorate di Andreotti Berlusconi rompe gli schemi con il «contratto» in tv

Il politico, infatti, è l'oratore per eccellenza, l'uomo che con il suo eloquio conquista le folle. Ma allo stesso tempo, troppo spesso, è considerato un «millantatore», uno «sbruffone». Difficile tracciare una netta linea di demarcazione tra le «parole della politica» e la «politica delle parole». Nikita Kruscev diceva che «i politici sono gli stessi in tutto il mondo: promettono di costruire un ponte anche se non c'è alcun fiume». Sarà per questo che è praticamente impossibile accostarsi alla lettura di «Sessant'anni di discorsi - Da De Gasperi a Prodi: 59 discorsi d'insediamento per altrettanti governi» (Editore Mattioli, euro 24) senza quel misto di ragionevole diffidenza necessaria per sopravvivere al teatrino della politica. Ma lo scopo delle 800 pagine curate da Massimiliano Franzoni non è certo quello di lanciare un messaggio elettorale, né di mettere in mostra le debolezze della nostra classe dirigente. Si tratta piuttosto di un libro della memoria, di una summa delle «parole della politica» che hanno fatto la storia della nostra Repubblica. Certo, il lettore pignolo, noterà subito con un filo di ironia la peculiarità tutta italiana che ha portato 59 governi susseguirsi in 60 anni di storia repubblicana, ma il valore di questo volume è un altro. Si tratta di un percorso, di un viaggio raccontato in prima persona dai protagonisti: da quei 24 presidenti del Consiglio che si sono alternati alla guida del Paese. Insomma, dietro quei 59 discorsi c'è molto di più, c'è l'ansia di una nazione, la voglia di crescere, di andare avanti, la speranza di un popolo. Ma anche la personalità diversa e complessa di uomini che, ognuno con i propri pregi e debolezze, hanno accettato la responsabilità più grande: quella di lavorare per il bene dell'Italia. Il viaggio ha, come ovvio, un inizio. È il 13 luglio 1946. Il presidente del Consiglio è Alcide De Gasperi. L'Italia è un Paese da ricostruire, la guerra un incubo ancora presente e De Gasperi lo sa. Per questo, davanti all'Assemblea Costituente parla delle «difficoltà gravissime della pace» e fa appello alla «solidarietà nazionale» per difendere e consolidare la Repubblica. Questa fase della politica italiana è fortemente caratterizzata dalla figura di De Gasperi. Sette anni (1946 - 1953) e altrettanti governi. Ma il più importante è sicuramente quello, il quinto, che si presenta davanti all'Assemblea per chiedere la fiducia il 1° giugno 1948. È qui che De Gasperi conia il termine «pacificazione nazionale» all'interno di un discorso che, per molti versi, suona ancora oggi attuale. Il premier chiede uno sforzo reciproco per «trovare, ciascuno nella funzione che gli spetta, nel rispetto delle opinioni, ma col più alto senso di responsabilità nazionale, la via per riscattare il Paese dai disastri del dopoguerra e consolidare un regime di libertà nella necessaria disciplina». È l'Italia che rinasce. Passano gli anni, ma la vera «novità comunicativa» arriva nel 1954 con il primo governo Fanfani. Il Presidente del Consiglio si presenta davanti alla Camera accompagnando al proprio discorso alcuni disegni di legge a dimostrazione che le sue non sono solo parole. «Della fermezza dei nostri propositi - dice Fanfani concludendo il suo discorso - vi abbiamo offerto una prova presentando oggi stesso sei disegni di legge alla Camera e sei al Senato. (...) Sarà il vostro voto a decidere se il nostro programma dovrà essere realizzato». E così è. Il Parlamento non concede la fiducia all'esecutivo e l'avventura di Fanfani dura appena 12 giorni (11 furono di crisi). Drammatico, invece, il discorso pronunciato da Giulio Andreotti il 16 marzo 1978. È il quarto esecutivo guidato dall'esponente democristiano, ma stavolta il voto popolare non c'entra. L'Italia è stata colpita al cuore dal rapimento di Aldo Moro e ad Andreotti spetta l'arduo compito di prendere in mano le redini del Paese. Il presidente del Consiglio non tentenna: «La compattezza delle forze politiche e di quelle sindacali deve costituire la base di una sempre p

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Il camion dell'Atac blocca il tram. I passeggeri lo spostano a spinta

Victoria's Secret 2017: gli angeli conquistano la Cina
Roma, un Suv impazzito sfonda il muretto e finisce in giardino
A Rio de Janeiro va in scena Miss Bum Bum Premio al sedere più bello

Opinioni