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Ma le farà concorrenza a teatro Ed è lanciatissimo come doppiatore

Pino Insegno è anche consorte dell'ex velina Roberta Lanfranchi da lui definita «moglie straordinaria, oltre che una professionista a tutto tondo. Sa cantare, ballare, presentare, mica come me che mi considero un bravo artigiano della Tv e del teatro». Ma adesso, però, proprio a lui, Pino Insegno, è stato affidato l'arduo compito di contrastare il game show per eccellenza, «Affari tuoi». Da ieri sera, infatti, su Italia Uno è al timone del quiz «Il mercante in fiera» in onda proprio in concorrenza con il gioco dei pacchi di Raiuno condotto da Pupo. «Non vogliamo certo combattere sul terreno dei numeri dell'audience», puntualizza subito l'attore in questi giorni impegnato a reclamizzare il nuovo programma. «Vogliamo solo rappresentare finalmente un'alternativa ad un gioco proponendo un altro gioco», dice sottolineando come il suo quiz sia differente da quelli di suoi illustri predecessori, tra i quali Enrico Papi con «Sarabanda» ed «Il gioco dei nove». Cominciamo dal look. Lei si è presentato al pubblico completamente cambiato. Per quale motivo? «Faccia aperta, occhialini da vista, senza il solito pizzetto e con una nuova acconciatura ai capelli. Sono in linea con la tendenza giovanilistica di Italia Uno e sono anche tutto vestito di bianco, per essere credibile come "mercante in fiera". Mi piace cambiare e questa è una delle mutazioni del mio personaggio». Ci spiega meglio in cosa consiste il progetto ispirato alla «Biblioteca di Studio Uno»? «Stiamo scrivendo, con la Premiata Ditta sei nuove fiction che, ispirandosi alle notissime parodie del Quartetto Cetra negli anni Sessanta e Settanta, comporranno un programma dal titolo "La biblioteca di Italia Uno". Prenderemo di mira tutti i generi della tv di oggi, dall'horror al pulp, alla commedia, ai super eroi, al giallo. La prima fiction parte dalla storia del Dottor Jeckill e Mister Hyde per arrivare al moderno telefilm CSI, in un percorso nel quale sono comprese degli spettacolari colpi di scena. Il progetto sarà uno degli appuntamenti di prime time del prossimo autunno di Italia Uno». La sente la competizione con sua moglie, soprattutto nel settore del teatro? «Io non mi considero un genio ma un onesto lavoratore dello spettacolo. Roberta è raffinata e completa e sta avendo molto successo con la commedia "Se il tempo fosse un gambero" con Max Giusti. Peccato, però, che a causa dei nostri impegni riusciamo, negli ultimi tempi, a stare di meno con i nostri figli. Anch'io sono protagonista di uno spettacolo teatrale "Un po' prima della prima" con il quale sarò a Roma, al Sistina, il prossimo 18 aprile. Mi prendo anch'io le mie soddisfazioni». Lei ha anche un'altra attività, forse meno visibile, quella di doppiatore per il grande schermo. Cosa ha in cantiere in questo settore? «Dopo "Il signore degli anelli" mi sono impegnato in altri due film, "Crash", nel quale sono la voce italiana di Matt Dillon, il secondo è "A History of violence" di Cronenberg. Ma non mi fermo qui: sarò anche il doppiatore di Diego nel sequel de "L'era glaciale" e della pellicola di Mel Brooks "The producers" in arrivo nelle sale italiane tra breve. Curiosa la storia di questo film vecchio di almeno 35 anni, dal quale è stato tratto il musical omonimo interpretato, adesso a Milano, da Enzo Iacchetti che, a sua volta, ha ispirato di nuovo una pellicola, quella di prossima uscita. Darò la voce all'attore americano Will Ferrell, conosciuto in Italia per aver fatto "Vita da strega"». Chi è Pino Insegno nella vita? «C'è un aneddoto che fa capire tutto di me e che amo sempre dire: sono stato finora 14 volte in ospedale, collezionando 80 punti complessivi di sutura. Forse se lo meritava uno come me che colleziona colonne sonore e ne ha ben 9000!».

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