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La riscossa della donna insignificante

Lina Sotis : «Le impenitenti strafighe hanno la strada spianata solo per il peggio della tv»

Avanzano le ragazze speciali, quelle che sembrano insignificanti e poi...» si chiude così il romanzetto della prima firma di costume e mondanità del Corriere della Sera. La storia di una tondetta cenerentola contemporanea che, senza nemmeno l'ironia di Bridget Jones, ma armata solo del suo buon cuore e di serenità, conquista (anzi, meglio, viene conquistata!) il produttore cinematografico bello, buono, ricco, lasciando con un palmo di naso tutte le bellissime o aspiranti tali del giro.
«Sono stufa di magre, bionde, rifatte» dichiara la Sotis in un'intervista sul magazine del Corriere della Sera e assicura: «e come me sono stufi in tanti», «gli accessori del corpo, a meno che non si voglia passare una vita in orizzontale, contano molto meno di una testa che funziona», «le impenitenti strafighe hanno una sola strada spianata, il tunnel che conduce al peggio della tv». Ma attenzione scettiche! Quel che è più importante è che la Sotis dice di essersi ispirata a persone reali per disegnare i personaggi di «A me piace quella lì».
Alcuni riferimenti sono trasparenti: la radiofonica Barbara Aquila-Barbara Palombelli, Giuliano Ravenna-Giuliano Ferrara, Bruno Zanzara-Bruno Vespa, lo storico Paolo Amaro-Paolo Mieli. Scalda il cuore apprendere che reale è anche la storia d'amore Simonetta-Leo Bloch: lei sessantenne con «l'interno coscia plissettato», lui cardiochirurgo settantacinquenne di bell'aspetto. Si corteggiano - nelle pagine migliori del libro - via sms come ragazzini». «Ti mando una rosa», «Portamela», «Dove sei finita, ti sei persa nel mondo dei sogni?», fino all'appuntamento («Avevo un po' paura - dice Simonetta - se non va, ti devo molto lo stesso. Scrivo messaggini alla velocità del fulmine»), fino a che Leo lascia perdere la 35enne Loredana e sceglie lei.
Nella grande città che fa da scenografia alla storia, si muovono «donne belle e sole», «donne giovani e tristi, mature e tristi, ma tutte sempre allegre ed emancipate« (l'allegria sta fuori, la tristezza dentro, spiega l'autrice). Nel mondo parallelo della Sotis, le donne abbandonano le tinture, il rosso menopausa dell'hennè, cominciano a portare i capelli bianchi, corti o a coda di cavallo. Persino le nuove Veline sono scelte »insignificanti, accomodanti, non sexy, molto più banali del solito«. Nel mondo reale il casting è in corso, vediamo come va a finire.

Lina Sotis

«A me piace quella lì»

Rizzoli

190 pagine, 14 euro

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