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«Parolacce e mezzucci. In questa Tv non torno»

Con l'Orchestra Italiana ad agosto in giro per l'Italia, mentre da ottobre a dicembre approda negli Usa

Ho voglia di continuare la mia attività di musicista in giro per il mondo con l'Orchestra Italiana e gli Swing Maniacs», afferma Renzo Arbore che torna, però a concedersi alla Tv satellitare. Il prossimo 1° giugno, infatti, su Raisat Extra, canale tematico di viale Mazzini, introdurrà l'approdo del programma statunitense della CBS il «Jay Leno show» sull'emittente satellitare italiana che già trasmette il David Letterman show, in onda, invece, sulla rete americana concorrente NBC. Arbore, in esclusiva per Raisat Extra racconterà ai telespettatori la storia del talk show americano di seconda serata, con le dovute differenze con il genere italiano e si produrrà in una fenomenologia dei due conduttori americani che si contendono, anche in maniera molto forte, gli ascolti della seconda serata oltre oceano. L'ex ammiraglio di «Indietro tutta» ci svela la sua opinione sulla televisione di casa nostra ed anticipa i suoi progetti futuri.
Perché un protagonista della Tv che ha inventato programmi cult come "Quelli della notte", persiste nella propria intenzione di non tornare alla Tv generalista?
«Come quella parte degli italiani che si rifugia nella nicchia della Tv satellitare, anch'io sono alquanto perplesso sull'attuale programmazione generalista in cui la volgarità sembra quasi essere diventata una regola. Negli Usa, ad esempio, alcune parolacce, come "fuck" equivalente edulcorato del nostro "vai a quel paese" sono bandite. Da noi, pur dando fastidio a tutti, anche ai non credenti, la parolaccia fa troppo spesso capolino in televisione».
Eppure la Tv satellitare non ha avuto ancora quell'impulso che ci si attendeva nelle previsioni. Come lo giustifica?
«L'emittenza satellitare deve trovare una propria identità, una via tutta italiana per la propria programmazione, senza fossilizzarsi su schemi stranieri. Noi abbiamo una Tv generalista molto più vivace rispetto agli Stati Uniti».
La stagione appena conclusa è stata all'insegna del reality show. Lei apprezza questo genere?
«Amo la gente vera in Tv, quelle persone che attraverso il video riescono a comunicare sensazioni ed emozioni. Purtroppo oggi in televisione basta esserci, prescindendo da qualsiasi finalità. Non riesco a comprendere, in questo contesto, presenze discutibili come quella di una porno star. Ritengo che l'espressione più alta del reality show sia stata la candid camera come proposta nel 1965 da Nanny Loi. Oggi, invece, i reality danno un'immagine distorta, scadente, svilita della gioventù che non costituisce un esempio educativo».
Dunque si rincorre solo l'Auditel?
«Siamo in presenza di una Tv degli espedienti, dei mezzucci finalizzati a conquistare spettatori».
Esiste ancora in questa Tv la satira, politica e di costume?
«Il genere è in evidente affanno. Restano tracce della satira di costume, rappresentata ad esempio da personaggi come la Gialappa's band. Ma non c'è quella satira politica in grado di prendere di mira, come avviene negli Usa, persino i calcoli strategici dei politici. Nei due talk show di Leno e di Letterman si riesce, intelligentemente, ad ironizzare persino sull'Iraq, su Bush, sul terrorismo».
La vedremo in Tv almeno nel ruolo di cantante e musicista?
«Ho limitato drasticamente anche le cosiddette ospitate. Assieme all'Orchestra Italiana ed agli Swing Maniacs sto incidendo due nuovi cd che raggruppano una serie di motivi del passato rivisitati alla mia maniera. Con loro girerò, prima l'Italia, ad agosto, poi gli Usa da ottobre a dicembre».

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