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LEONARDO GIULIANO E BRUNO COLELLA HANNO FINITO DI GIRARE «LADRI DI BARZELLETTE»

La satira della satira con Grimaldi e Vitali che fanno se stessi

Ed ancora, i due comici di «Colorado Cafè» Pablo & Pedro, Maurizio Antonini il sosia di Berlusconi al Bagaglino, ma anche due apprezzate attrici come Guja Ielo e Lucia Sardo. Questo il variegato cast di «Ladri di barzellette» il film diretto e scritto da Leonardo Giuliano e Bruno Colella, che hanno appena finito di battere l'ultimo ciak. Ora la pellicola è in fase di montaggio ed a giugno probabilmente arriverà nelle sale. Dagli autori bocche cucite, in attesa del lancio pubblicitario, ma la trama è ormai nota.
«Dal film dei Vanzina abbiamo preso solo uno spunto - tiene però a precisare Leonardo Giuliano, che ha anche ultimato da poco «Cecenia», un lungometraggio sulla vicenda di Antonio Russo il giornalista di Radio Radicale ucciso in Georgia - La nostra è una commedia dal risvolto amaro».
Potremmo aggiungere che è un film dove spesso realtà e finzione si mescolano. Ossia, le reali esperienze degli interpreti combaciano frequentemente con le sorti dei protagonisti. La storia gira intorno ad Aurelio, che ha il volto di Grimaldi (qui per la prima volta nei panni di protagonista di un film, in realtà è noto al grande pubblico per aver diretto pellicole come «Rosa Funzeca» e «Il macellaio»), regista impegnato, in perenne conflitto con i produttori che giudicano i suoi lavori troppo intellettuali e difficili. Bruno (il bravo autore ed attore teatrale Bruno Colella), il suo finanziatore di sempre, gli promette la sicura realizzazione di una interessante trilogia su Aldo Moro ed il terrorismo italiano (progetto che nella vita Grimaldi ha peraltro già portato a termine), ma prima deve fare un film-marchetta sulle barzellette. Aurelio, disperato, pur odiando le barzellette che non lo fanno ridere per niente, accetta l'offerta ed inizia a girare la città con il suo autista Alvaro (Masciarelli) alla ricerca delle storielle più divertenti. C'è anche uno strano incontro con Alvaro Vitali, nei panni di se stesso.
Sembra la storia della vostra vita? «Diciamo che questa situazione è la conseguenza logica di un meccanismo produttivo - dice un abbottonatissimo Giuliano ancora impegnato in sala montaggio - La cosa certa è che il cinema italiano, soprattutto quello indipendente sta vivendo un momento non troppo felice. Il rischio è che si facciano film che non usciranno mai nelle sale. A fronte di questa situazione, decisamente drammatica, esiste per fortuna una forte attività artistica e creativa. C'è molta voglia di dire delle cose».

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