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L'ALTERNATIVO

Michael Moore L'opposizione a Bush diventa business

Alla vigilia della prima, al Festival di Cannes, di «Fahrenheit 911», il film documentario in concorso, incentrato sui rapporti di malaffare tra il presidente Bush e Bin Laden, sale l'attesa. Un'ora e mezza di fila per entrare nella sala dove astutamente il caporedattore di Variety, Peter Bart, incontra per un faccia a faccia Michael Moore, il giorno prima la conferenza stampa ufficiale del festival.
«Fahrenheit 911» non è ancora stato visto e da tempo fa preventivamente discutere, anche perchè la Disney, consociata Miramax che lo ha prodotto, ne ha prima bloccato l'uscita in America per poi fare un precipitosa marcia indietro. In Italia uscirà distribuito dalla Bim. Moore rivela: «Prima della guerra in Iraq, pensavo di fare un film sui rapporti tra Bush e Bin Laden, poi con la guerra anche il mio film è cambiato e posso anticipare che almeno metà del mio film è sulla guerra». Con una troupe in incognito, Moore è riuscito a filmare i soldati americani sul fronte iracheno, trovandoli «confusi, in piena crisi. Bush è un gran bugiardo e deve rimettere il suo mandato», ha detto Moore che ha fatto di questa battaglia contro il presidente americano, una bandiera («shame», vergogna, gli disse la notte degli Oscar). E secondo le malelingue, anche un gran business. Moore sul suo sito personale, oltre a vendere i suoi libri, magliette e dvd, ha anche il conto aggiornato dei morti americani in Iraq, 777 vittime fino a ieri.

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