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«I nostri prodotti fanno onore alle antiche vestigia»

Ma, poiché allestire una passerella tra colonne, capitelli e archi, sarebbe impraticabile, il vicesindaco della capitale, Maria Pia Garavaglia, con delega sulla Moda e sul Turismo, si «accontenta», per il prossimo luglio, di via dei Fori Imperiali con lo sfondo del Colosseo. «I monumenti parlano da soli - spiega la Garavaglia - e il loro ruolo viene onorato da eventi che, comunque, ne preservino l'identità. Con queste premesse autorizzare l'uso dei beni archeologici significa mantenerli vivi nell'attualità». Il dialogo tra le istituzioni è il segreto del vicesindaco: «Farò in modo che il sovrintendente diventi mio consulente. È importante capire che, con la haute couture, i monumenti possono fare il giro del mondo e farci vendere meglio il made in Italy».
Fermamente convinto che le nostre vestigia rappresentino un valore aggiunto per il made in Italy e che i prodotti nostrani, qualunque essi siano, onorino il mondo antico, è il viceministro per le Attività produttive, Adolfo Urso. «L'immenso patrimonio artistico italiano - è il suo parere - può contribuire alla crescita del Paese. Il gusto dei nostri creativi è tutto d'eccellenza, è invidiato e copiato in tutto il mondo. Il lavoro dei design è la prosecuzione ideale di ciò che hanno fatto i grandi architetti del passato. Armani è figlio di Raffaello». I limiti all'impiego delle antichità dovrebbero essere perciò molto meno restrittivi. «Fino a oggi non si è mai verificato un uso spropositato di location prestigiose - continua il viceministro - Qui non si parla di spogliarelli ma di promuovere ciò che di splendido e unico sappiamo fare. Se fossi io il sovrintendente, chiederei espressamente che le manifestazioni si svolgessero nei siti del passato».
Il trend turistico del nostro paese, in fondo, parla chiaro: le agenzie di viaggio vendono sempre più pacchetti di viaggio che abbinano i tour d'arte allo shopping. Prelibatezze culinarie, alta tecnologia, abiti, accessori, gioielli di lusso. Chiudere le bellezze archeologiche ad eventi incentrati sulla promozione dei prodotti del Belpaese non è più pensabile. «Se dobbiamo esportarci, quale migliore sfondo del Colosseo, tanto per fare un esempio, così riconoscibile da tutti?», sostiene Stefano Dominella, deus ex machina di AltaRoma, l'agenzia che organizza le sfilate capitoline e promuove l'immagine dell'alta moda nel mondo. «Ancora oggi all'estero ricordano la Bocca della verità vista nel film Vacanze romane. Spot, sfilate, mostre, performance dove appaiono terme, anfiteatri, scalinate catturano gli stranieri e, spesso, ci fanno scoprire angoli nascosti. I tacchi a spillo delle modelle non hanno mai perforato il marmo - conclude Dominella con sarcasmo - Al massimo hanno affaticato le caviglie».
Kat. Per.

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