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Un vanto della musica L'orchestra stasera e domani diretta da Simon Rattle


I Berliner, lo diciamo soprattutto ai piú giovani, non sono una band pop tedesca che mescoli i canti originarî dei barbari allogati di là dalle Alpi ai tempi dei Romani con house, hip hop, techno, World, etc.... È piuttosto la migliore orchestra sinfonica oggi (e pure ieri) esistente: dopo quella, beninteso, degli angioli raddensati nel cosmo e direttamente diretti dal buon Dio, ab aeterno. I Berliner sono sorti invece nel 1882, ossia negli anni dei fulgori del Reich tedesco ed al termine d'un secolo che aveva vista la Germania al sommo della civiltà musicale europea, anche nel settore dell'educazione musicale: anche con i suoi prestigiosi Conservatori (basti porre mente che a capo di quello berlinese sedeva il mitico violinista Joseph Joachim).
Sono l'orgoglio d'appartenenza e la professionalità irrefutabile a sopportare da sempre quest'autonoma ed autogestita compagine sinfonica, che vale per la cultura e l'arte germaniche una tra le effigi del loro decoro artistico. Del resto ne sono stati direttori stabili personalità leggendarie: fino ad oggi in numero di cinque. Il primo Hans von Bulow, degno di menzione sulle pagine dei giornali e dei settimanali del presente per aver avuto l'onore d'esser sposo a Cosima Liszt che lo menelaoizzò con Wagner e l'abbandonò; Arthur Nikisch, storico «avversario» sul podio di Mahler; Wilhelm Furtwängler, il piú grande direttore del Novecento, ancorché d'inclinazioni naziste; Herbert von Karajan, da cui ancor oggi i settimanali illustrati traggono materia e goduria per i di lui fasti divistici e consimili bischerate; Claudio Abbado che ha recato all'Orchestra un potente afflato di modernità; ed infine l'inglese Simon Rattle (nella foto), da giudicare nei succitati concerti quiriti (Bach, Dvorák, Bruckner, Cajkovskij), in diretta su Radio 3.
Ascoltare i Berliner Philharmoniker. Assaporarne la bellezza del suono, la paradigmatica intonazione, il virtuosistico dominio degli strumenti, il nitore dei timbri, la parata degli incantesimi e l'alchímia delle nuances. Poi se ne riparlerà. Si rammenti in fine che fra le file dei Berliner non sguazzano imbucati né raccomandati, dunque, nessunissima mezza tacca. Già, loro sono i Berliner. (N.B. Delle volte suonano meno bene del solito, a differenza di altre orchestre che delle volte suonano meglio del solito).

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