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Vespa boccia la «Passione» «Mette ebrei contro cattolici» «LA PASSIONE di Gibson non ...

Questo il parere di Bruno Vespa in occasione di un incontro dedicato al film dalla Pontificia Università Lateranense a cui hanno partecipato, tra gli altri, il rabbino al Collegio Rabbinico di Roma Benedetto Carucci Viterbi, il presidente dell'Ente dello Spettacolo Dario Edoardo Viganò e il direttore della cattedra Gloria Crucis Ferdinando Taccone. «Gibson non si è messo a tavolino per dare la sua versione della Passione di Cristo, ma per costruire un clamoroso evento mediatico - ha detto Vespa - Per portare le grandi masse al cinema, oggi esiste solo un'alternativa: far sognare il pubblico con grandi favole o alimentare la polemica fra due mondi opposti. In questo la sua strategia è stata impeccabile fin dall'inizio. Punto per punto si è adoperato per mettere cattolici ed ebrei gli uni contro gli altri». Vespa sottolinea però che «non si tratta assolutamente di un film antisemita»: «Chiunque abbia letto il Vangelo può riconoscerne la fedeltà della ricostruzione. In nessun cristiano potrà mai spostare di una virgola la percezione degli ebrei».
L'Istituto Luce racconterà

la vera storia del '900

«CON l'aiuto dei paesi europei finalmente liberi da censure di Stato potremo finalmente far decollare questo nostro grande sogno: raccontare tuto il Novecento europeo con il solo ausilio delle immagini cinematografiche». Lo dice il presidente dell'Istituto Luce, Andrea Piersanti, annunciando il patrocinio dell'Istituto per «Eurovisioni» e l'avvio di un progetto editoriale «che farà impazzire gli storici di mezzo mondo». «L'immagine cinematografica - spiega Piersanti - ha cambiato il modo di intendere la storiografia». Il cinema, sottolinea, ha «cambiato di botto anche il sistema dell'informazione giornalistica» ed è stato, «quasi inevitabilmente, anche un formidabile strumento di propaganda». «Nel Novecento - aggiunge -, mentre il cinema stava a "guardare", sono state costruite comunque le basi della futura Unione europea. I cinegiornali e il cinema di finzione hanno documentato le fasi salienti di questo processo. Il risultato di questo formidabile set cinematografico è ora gelosamente conservato nelle cineteche di tutta Europa».

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