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di ASSIA BAUDI DI SELVE SE FERRUCCIO Ferragamo ha scelto Cinecittà per il nuovo profumo ...

Ma ieri sera, nel celebre Studio 5 dove Federico Fellini ha girato «Otto e mezzo» e «La Dolce vita», non era presente nessun personaggio dello spettacolo, fatta eccezione della diva per eccellenza, l'attrice francese Anouk Aimè, una delle prime star vestite dallo stilista fin dagli anni sessanta, alla quale basta una gonna lunga di seta nera, una giacca morbida e occhiali scuri, per essere elegantissima. «Spero che Federico faccia un'apparizione stasera — ha detto Anouk, "il Cipressino" come la chiamava affettuosamente il grande regista — In questo teatro ho lavorato per i film che sono nella storia del cinema mondiale, assieme a Federico e Marcello Mastroianni che sono entrambi parte della mia vita».
I 260 invitati hanno camminato su un lungo tappeto rosso sino al teatro 5 dove si è svolta una serata pensata ad arte per tradurre il carattere del nuovo profumo floreale e fruttato. Prima il discorso di Emanuel Ungaro (nella foto) in francese conclusosi con un'affermazione assoluta: «Il profumo è magico e sovrano. Una donna che non indossa profumo non ha futuro perché l'eleganza è una questione di educazione». Poi le immagini di un cortometraggio girato da Ago Panini. Una storia che inizia proprio nella hall di un albergo, dove un uomo si innamora di una modella-Cenerentola che lascia dietro di sè solo un foulard profumato, lo stesso indossato dalle modelle in sala. Ed ecco che la sua ricerca ha inizio. Così come l'incantesimo. Immaginazione e realtà diventano una cosa sola.
Gli invitati, che hanno preso posto al tavolo più lungo del mondo, a forma di U, sono diventati i protagonisti della storia, il seguito del cortometraggio proiettato sulle pareti che ha mostrato il dandy innamorato che decide di andare a caccia della sua bella ad un convegno dove si riuniscono tutti i più grandi esperti di profumo. Una lusinga per gli ospiti che si sono ritrovati di colpo sugli schermi. Alcuni cameramen avevano infatti ripreso il loro arrivo all'aeroporto e in albergo.
La sorpresa ha affascinato. E non è stata l'unica. Le successive proiezioni della campagna stampa realizzata dall'agenzia pubblicitaria Air, autrice delle celebre dedicata a «J'adore», hanno sedotto tutti senza distinzione. Ma non certo quanto la testimonial Jaquette Wheeler che, dopo essere stata vista sulla fotografia che la ritrae seduta di spalle con il fondoschiena tappezzato di mosaici violetti, verdi e oro che lasciano immaginare un corpo da sirena, è apparsa in carne e ossa: ha sfilato sul tavolo avvolta in una cascata di cristalli. Infine è stato rivelato il flacone, una bottiglia di vetro ricoperta di piccoli specchi irregolari, ancora una volta verdi, violetti e oro, inconfondibili colori Ungaro. «Apparition»: un gioco di specchi, sogno e seduzione.

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