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Biennale: Müller firma, è il nuovo direttore della Mostra del Cinema

Dopo una raffica di polemiche per l'allontanamento di Moritz De Hadeln, avvenuto perché, hanno detto i malevoli, troppo di sinistra, ora la Mostra ha un direttore forse più a sinistra del precedente.
Il 50enne produttore romano Marco Müller, voluto alla guida della kermesse lagunare dal neo presidente della Fondazione Biennale, Davide Croff, ha firmato ieri il contratto che lo lega all'ente veneziano per quattro anni con verifica al primo, e ha illustrato il programma della Mostra ai consiglieri presenti. Tutto è stato concordato nella sede della Biennale di Palazzo Querini Dubois alla presenza del sindaco di Venezia nonché vicepresidente dell'Ente, Paolo Costa, e poi il delegato della Provincia di Venezia, Amerigo Restucci e quello del ministero per le Politiche culturali, Bruno Dalla Ragione. Il programma sarà illustrato ufficialmente nella sede della Biennale durante la giornata di oggi.
All'incontro non era presente il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan che, dopo aver incontrato il consigliere di sua nomina diretta Valerio Riva ha deciso di non presentarsi all'appuntamento. Anche Riva ha disertato la riunione. Forse Galan e Riva non hanno gradito che sotto la petizione per Cesare Battisti ci fosse anche la firma di Müller. Firma che in un secondo tempo è stata ritirata. Il motivo dichiarato delle perplessità è sempre stato, comunque, la difficoltà nel conciliare l'intensa attività di produttore di Mueller con gli incarichi del festival.
Il primo commento alla nomina è positivo: «A me è sembrato un contratto fatto benissimo», ha detto il consigliere Amerigo Restucci. Restucci ha spiegato come al contratto, che prevede che Müller non abbia più interessi come produttore nel corso del suo mandato, è stato dato parere favorevole dai legali di fiducia del cda. Dopo la ratifica, il direttore della Mostra ha presentato il programma, «pieno di novità e aperture» secondo le parole di Restucci. Müller avrebbe parlato molto anche delle attività permanenti da legare al prestigio della rassegna attraverso il recupero di materiali storici cinematografici di proprietà della Biennale. A tale proposito saranno presto indette delle riunioni per integrare le attività permanenti con gli altri settori dell'Ente.
R. S.

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