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Fazio antipremier

Il conduttore di «Che tempo che fa» erede di Santoro. Ma Raitre lo difende

Addirittura di quelle del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che lo addita a "esempio di faziosità mediatica". Per il premier sarebbe lui il vero successore di personaggi non più in video come Enzo Biagi e Michele Santoro e avrebbe raccolto l'eredità di rappresentare una voce antigovernativa nell'attuale panorama televisivo. Insomma Fazio, ovvero l'"antipremier".
A Raitre, però, difendono Fabio Fazio a spada tratta. E puntualizzano che il programma «Che tempo che fa», in onda dal venerdì alla domenica, alle 20,15 ha risollevato le sorti della rete in quella fascia oraria, innalzandone l'ascolto dal 7% al 9% di share, con punte anche del 10% quando non c'era ancora la terribile concorrenza rappresentata dagli «Affari tuoi» di Paolo Bonolis su Raiuno. Le opinioni che circolano su Fabio Fazio e sul suo programma appaiono quanto mai differenti all'interno dell'azienda di viale Mazzini. Da una parte l'ex conduttore di «Quelli che il calcio» è considerato il successore dei "fustigatori" televisivi alla Biagi e alla Santoro.
Nella squadra di «Che tempo che fa» è finita recentemente sotto i riflettori la satira di Antonio Cornacchione, uno dei personaggi di punta della trasmissione. In uno dei suoi interventi il comico che ha anche scritto un libro su Silvio Berlusconi, «Povero Silvio», edito da Kowalski, interagendo con Fazio dallo studio, ha ironizzato sul premier affermando che «il suo Silvio, tra il mare di cose fatte, ha messo le fioriere al G8 di Genova, ha portato Putin a nuotare nella sua piscina ed ha inciso un cd con Apicella». Frasi che non sono sfuggite all'attenzione dello stesso premier che, nel sottolineare l'atteggiamento poco benevolo dei media nei suoi confronti, ha riportato proprio le parole di Cornacchione. Eppure, riferiscono alla terza rete, subito dopo l'unica puntata di «Raiot» la trasmissione condotta da Sabina Guzzanti, andata in onda a novembre scorso, fu proprio Silvio Berlusconi a sottolineare come si possa riuscire a fare satira senza offendere e citò come esempio proprio lo stile di Cornacchione.
I detrattori della trasmissione sostengono che «Che tempo che fa» è poco originale e puntualizzano che la presenza dell'ex conduttore di «Quelli che il calcio», sulla terza rete sia la dimostrazione di come Fazio sia stato relegato in una "nicchia" televisiva, "cimitero degli elefanti" tv.
L'altra "fazione", invece, che comprende i vertici della terza rete, nel riconoscergli ironia e competenza, anticipa la presenza di «Che tempo che fa» nei palinsesti del prossimo autunno di Raitre, ed addirittura, l'approdo nella prima serata dell'emittente, con una serie di speciali.

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