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di GABRIELLA SASSONE I COSTUMI che hanno fatto la storia.

Passando per i costumi dei film del '66 «Il vangelo secondo Matteo» di Pasolini e «La Mandragola» di Lattuada o quelli «zeffirelliani» «La bisbetica domata» e «Otello», del '67 e del '68. Sospesi in aria e avvolti da un'atmosfera fiabesca, ci saranno anche gli abiti futuristi di Jane Fonda «Barbarella», di Marcello Mastroianni ne «L'intervista»; i vestiti di scena di Soraya, Richard Burton, Silvana Mangano, Roberto Benigni. E ancora tutti i costumi creati per pellicole come «Il fiore delle Mille e una Notte», «Amarcord», «Satyricon», «Amleto».
Nasce per far sognare con gli abiti indossati dalle star ma, soprattutto, per festeggiare in grande stile i 42 anni della Sartoria Farani, tra le più note sartorie teatrali in Italia e nel mondo, la mostra «Tra i Vestimenti», che inaugura con un mondanissimo vernissage capitolino alle 19 di domani, al Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia, patrimonio culturale e artistico di gran valore le cui imponenti sale Lancisi e Baglivi sono uno dei rari esempi di Corsia Ospedaliera con affreschi del XV secolo.
Ideata e organizzata dalla Giubilarte Eventi e dalla Mat di Simonetta Licastro Scardino, Clara Tosi Pamphili e Maria Schiavone, è promossa dall'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e patrocinata da Parlamento Europeo, Senato, Camera dei Deputati, Ministero Affari Esteri e Beni e Attività Culturali, Comune di Roma. Attraverso 200 abiti, l'esposizione che durerà fino al 21 aprile e si avvale di un comitato scientifico di nomi come Pupi Avati, Sergio Citti, Roberto Capucci, Paolo Poli, Luciano Sovena e Claudio Strinati, ripercorre la storia del cinema, del teatro e della tv (dalle «Canzonissime» anni '60) attraverso il lavoro della sartoria Farani, fondata da Pietro Farani nel '62 e oggi diretta da Luigi Piccolo; il luogo dove grandi registi e costumisti sono riusciti a vedere realizzati i loro desideri.
«Testimonia le straordinarie capacità artistiche di eccellenti artigiani che hanno ricodificato e adattato il senso della proporzione, i colori, i tessuti, per una sperimentazione artistica moderna vicina ai collage futuristi di Balla o alle conbustioni di Burri», dice Piccolo che ha accettato di mettere in mostra gli storici "gioielli" per «lanciare un Sos: aiutare l'artigianato che sta scomparendo. Ci sono troppe scuole di costume e design, tanti giovani stilisti e costumisti, ma mancano le sarte, le ricamatrici, le modiste». Infatti tra le sezioni dell'esposizione, ci sarà uno spazio dedicato al lavoro artigianale in sartoria, con tanto di macchina per plissettare la pelle, e alcuni abiti storici autentici del '700-'800-'900 della collezione privata Farani. (nella foto a destra Liz Taylor ne la «Bisbetica» e a sinistra Poli in «Magnificat»)

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