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SETA e moda.

leAldo Moro 5, viene ripercorso nella sua storia all'interno della mostra convegno «Seta e moda. Dalla filiera della seta alla produzione tessile». Inaugurata lo scorso 12 marzo, l'esposizione sta riscuotendo un grande successo sia in ambito accademico che nel settore della moda. Articolata su due piani, la mostra espone da una parte i meccanismi della filiera della seta, dall'allevamento del baco da seta fino alla tessitura quale termine del processo, con l'esposizione dei tessuti finiti, e dall'altra il funzionamento di antichi telai. Sul più antico, un telaio che risale al Settecento, sta lavorando in questi giorni di apertura della mostra, una docente del liceo artistico di Cosenza, nella Capitale insieme ai suoi allievi per esporre manufatti antichi e nuovi tessuti della tradizione calabrese nell'ambito del progetto ministeriale «Aracne». Gli altri due telai in esposizione invece, entrambi risalenti all'Ottocento, vengono fatti funzionare da due studenti del corso di laurea in Scienze della Moda e del Costume.
Una sezione rilevante della mostra è inoltre dedicata agli abiti di seta di alcune maison prestigiose. Espongono le loro creazioni la Fondazione Fontana con un abito storico indossato da Ava Gardner, Egon von Furstenberg, Renato Balestra, Gattinoni con un abito «concettuale» che accomuna la tradizione povera della canapa alla produzione ricca della seta, Camillo Bona, Michele Miglionico, Laura Pieralisi e il calabrese Anton Giulio Grande. Abiti in pura seta che si vestono di toni bordeaux, rosa, neri e rossi e che ben rappresentano il valore della seta nell'haute couture.
A.C.T.

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