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Primavera horror

A dare il via alle danze, ovviamente macabre, ci pensa Mathieu Kassowitz con il suo «Gothika». Interpretato da due star come Halle Berry e Penelope Cruz «Gothika», in uscita venerdì, è la seconda prova di Kassowitz in questo particolarissimo genere cinematografico (che nel 2000 si era già cimentato con il genere nel thriller-horror «I fiumi di porpora», di cui sta per uscire anche da noi un inquietante sequel diretto da Olivier Dhayan), ed il risultato finale merita comunque un voto lusinghiero.
Certo, la storia dello spirito di una ragazza barbaramente uccisa che spinge una psicologa a ricercare i suoi assassini può sembrare un "dejà vu" rispetto a «Le verità nascoste», il film di Robert Zemeckis che, non a caso, di «Gothika» è uno dei produttori. Eppure, la passione visiva di Kassowitz riesce ad andare oltre i codici del genere, trasformando ad esempio l'ospedale psichiatrico in cui si svolge la vicenda in un castello di Nosferatu, approfittando di una tecnica di montaggio estremamente suggestiva per far correre brividi da rizzare i capelli.
Fin dal titolo, insomma, «Gothika» si candida a diventare uno dei successi della stagione orrorifica che ci attende, però, anche con altri titoli di rilievo. Già, perché cedendo ad un impulso che si rinnova in pratica ogni dieci-dodici anni, un nuovo regista, Zack Snyder, ha deciso di rimettere mano alla trilogia sugli zombies firmata da George Romero e di realizzare con «Dawn of the dead» un remake di «Zombi», il secondo capitolo della saga diretto da George Romero nel 1978 e prodotto da Dario Argento. Sequel de «la notte dei morti viventi» (1968), «Zombi» fu all'epoca un successo di proporzioni internazionali alla pari del suo predecessore, ed è comprensibile che - dopo un altro, recentissimo remake a basso costo ed a resa elevata come «Non aprite quella porta» - oggi si tenti di bissare il colpaccio.
In uscita ad aprile, «Dawn of the dead» non vanta nel cast attori di straordinario rilievo (a parte il colosso nero Ving Rhames, che però da noi non è ancora Denzel Washington), puntando tutto sulla tensione della trama, il risveglio dei cadaveri assetati di carne umana all'inseguimento di un gruppo di superstiti in fuga, e sugli effetti speciali sempre più sofisticati. Resta perciò da vedere se, in questo caso, il confronto con un superclassico come il film originale si rivelerà un formidabile trampolino di lancio o, invece, come un paragone da cui uscire scornati.
Intanto, dalla Universal, i tamburi della pubblicità annunciano l'arrivo per fine aprile del film più costoso mai prodotto dalla major americana, e cioè l'attesissimo «Van Helsing», ovvero la storia del dottore "ammazzavampiri" (nel film l'ex "X-Man" Wolverine Hugh Jackman), qui coinvolto anche in una storia di licantropi, mentre è atteso per inizio estate «A tale of two sisters» di Woon Kim. Storia di due sorelle orfane ospitate da una perfida matrigna con inevitabile presenza soprannaturale annessa, il film dovrebbe saziare gli appetiti del pubblico dell'horror orientale alla «The ring».
L'appuntamento è invece più vicino (16 aprile) con il Johnny Depp protagonista di «Secret Window», un thriller psicologico con venature horror ispirato alla novella omonima di un signore che dell'horror cinematografico e letterario è un maestro indiscusso da almeno trent'anni, e cioè Stephen King. Una primavera che si preannuncia calda, ma piena di brividi.

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