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Una battuta di Ruggero Guarini e Nando il furioso molla la diretta

Ed è stato allora che i nervi non gli hanno retto. Nando Dalla Chiesa si è alzato e se ne è andato. O meglio, ha attaccato il telefono in faccia a Giuseppe Cruciani, conduttore della trasmissione «Nove in punto», lasciandolo in evidente imbarazzo, e agli altri due invitati al salotto di Radio24, l'editorialista della Stampa Filippo Ceccarelli e il giornalista e saggista Ruggero Guarini.
A fare andare su tutte le furie Dalla Chiesa sono state le osservazioni beffarde fatte da Guarini sull'atteggiamento della sinistra nei confronti di Renis, Sanremo, e, in generale, del mondo dello spettacolo. «Dalla Chiesa fa parte di quella razza di scocciatori, moralisti e bigotti che vorrebbero che anche il tempo libero fosse gestito da burocrati di Stato invece che da simpatici avventurieri, ai quali sarà con tutta probabilità capitato una volta nella vita di incontrare un malavitoso. Se nel mondo ci fossero tutti personaggi come Dalla Chiesa, non avremmo avuto né Frank Sinatra, né Marilyn Monroe». Rivolgendosi più in generale alla sinistra, Guarini ha aggiunto: «La sinistra ha perso la testa, e probabilmente, dal momento che fa battaglie per l'egemonia culturale, teme di perdere quella sulle canzonette». Dopodiché, indignato fino al punto di sottrarsi al dibattito, Dalla Chiesa ha smesso di parlare ai microfoni di Radio24. «Evidentemente per lui dialogare significa parlare solo con quelli che la pensano come lui», ha commentato Guarini.
La stessa osservazione è stata fatta dai radioascoltatori che hanno partecipato al dibattito, come conferma il conduttore Giuseppe Cruciani. «Sono dispiaciuto - dice Cruciani - perché era venuto fuori un bel contraddittorio, chiaro e provocatorio, che però non si è completato». Il conduttore racconta di aver perso il collegamento con Dalla Chiesa subito dopo l'intervento di Guarini e che, una volta richiamato, il senatore ha lamentato di essere stato vittima di una imboscata organizzata ad arte. «Anzitutto chi se ne va, ha torto, perché si sottrae al confronto. E poi, di quale imboscata parla Dalla Chiesa? Io avevo il problema opposto: un solo ospite a favore di Renis, e due contrari - dice Cruciani - anche se Ceccarelli è intervenuto in maniera moderatamente critica nei confronti della scelta di un amico del premier come Renis per il ruolo di direttore artistico a Sanremo. Posizionato tra i due fuochi, Ceccarelli ha più o meno detto: «Questa di Sanremo è un'arena simbolica, ma è pur vero che il governo non perde occasione per fare scelte provocatorie. Che bisogno c'è di guerre civili sulle canzonette? L'Italia ha bisogno di decompressione».
da Il Velino

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