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Il debutto di Dalla Chiesa a Mantova tra il no di Busi e il sì di Sgarbi

Non chiamatelo Controfestival, sennò Dalla Chiesa si arrabbia. Ma forse lo turba di più il drappello dei fans del Festival di Renis, arrivati fin sulle rive del Mincio a guastargli la festa. Nando ieri, per il suo debutto da organizzatore di kermesse canora, ha dovuto inghiottire il boccone amaro di un sonoro no (mica solo a Renis gli invitati sbattono la porta in faccia). Aldo Busi ha dato forfait, non verrà nella patria di Virgilio. Ci sarà invece Vittorio Sgarbi. «Poichè non è proprio possibile per me - ha fatto sapere Busi - accettare la demagogia di fondo che fa sì che sia possibile accostare il mio riverito, insigne, disinteressato, spassionato, immacolato nome a quello di Iva Zanicchi, rendo noto che ritiro la mia partecipazione al Controfestival, contro ormai si fa per dire». Poi aggiunge: «È come se ci fossero Dell'Utri o Sgarbi».
Nemmeno fosse stato evocato, su Mantova è apparso Sgarbi. Quasi contemporaneamente alle dichiarazioni di Busi, gli organizzatori del Musica Festival fanno infatti sapere che il critico d'arte sarà sabato nella città lombarda per partecipare a un dibattito sulla libertà dell'artista. «Io vengo a Mantova - aggiunge - non contro le mafie pittoresche alla Tony Renis, ma contro quelle sostanziali che difendono solo e sempre i propri interessi e non fanno parlare gli altri. Bisognerebbe però capire la logica di Renis, che è mio amico e non mi ha chiamato per Sanremo, mentre Dalla Chiesa sì. Comunque io non mi sto avvicinando alla sinistra, tanto che sto costituendo una mia lista per le europee e se Renis fosse mafioso sarebbero andati tutti, siccome non ci va nessuno vuol dire che non è mafioso».
Discussioni che non sembrano interessare a Dalla Chiesa. Lui va in piazza Erbe a dire che «le polemiche sono alle spalle, il festival è ritornato nel suo alveo di serenità». Ieri il menù ha sciorinato alle 11 di mattino film al cinema, poi il cabaret di Flavio Oreglio e la conferenza con Gian Antonio Stella. In serata, i tre appuntamenti che caratterizzeranno tutte le giornate di festival: la gara all'omonimo teatro Ariston, presentata da Pamela Villoresi, (verrà premiata la miglior canzone, il miglior testo, la migliore interpretazione, il miglior arrangiamento e la realizzazione più innovativa), il dopofestival con gli ospiti di Lidia Ravera.
Ma ci sono altri che cantano, a Mantova. I paladini della «canzone italiana», che hanno organizzato un «presidio permanente». Si trovano di fronte ad un bar schiacciato fra le piazze dove si svolge il Festival della Musica, cantano al karaoke i pezzi più famosi. «Non abbiamo alcun intento politico - spiega l'ideatore e cantante Massimo Minotti -. Siamo solo stati spinti da chi, come noi, non riesce a mettersi contro i miti nazionali: la mamma, la Nazionale di calcio e Sanremo».
R. S.

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