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UNA GARA «MASCHILISTA»

Si tratta di due cantanti molto giovani: Linda e Veruska.
La prima, padre italiano e madre rumena, è in possesso di una gran voce, di espressione soul, un repertorio che ha già mostrato di conoscere molto bene. Canterà «Aria, sole, terra e mare» e faticherà non poco a convincere che dietro quel fisico massiccio si nasconde una vocalità di sicuro interesse, al di là del «personaggio» che qualcuno vorrà cucirle addosso. Totalmente diversi i problemi di Veruska, fisico da pin-up, - non a caso il nome d'arte scelto si ispira alla famosa fotomodella degli anni Sessanta - in gara con «Un angelo legato a un palo». Chiacchieratissima perché legata alla scuderia del Clan Celentano, supportata personalmente da Claudia Mori, nonché fidanzata di Saretto Bella, fratello di Gianni, quindi vicina a Mogol, la cantante catanese è attesa ad una prova molto importante. Possibile che tutte le altre cantanti fossero di un livello talmente basso da non esser prese nemmeno in considerazione? Tony Renis risponde evasivamente e nel generale clima di riconciliazione evita persino di replicare a Simona Ventura che aveva a priori bocciato la candidatura di Kirk Douglas, definito un «sopravvissuto di 103 anni».
Non è semplice far coincidere il concetto del classico show all'americana pensato(e in parte realizzato) di Tony Renis con l'idea giovanil-aggressiva della Ventura, mutuata dalle sue trasmissioni televisive. Si rischia la rotta di collisione in ogni punto della scaletta.
Nell'augurare alla Ventura un significativo 103% del successo, ma soprattutto della tenuta e della considerazione, di Douglas, ricordiamo che la storia del Festival di Sanremo ha fatto ricorso sovente all'estro di grandi vegliardi. Come non ricordare il Louis Armstrong sessantottenne di «Mi va di cantare»(1968), i meravigliosi 69 anni di Renato Carosone di «'Na canzuncella doce doce» (1989) e il debutto a 80 anni suonati di Roberto Murolo con «L'Italia è bella» (1993).
Certo, questo non vuol dire che il festival debba necessariamente contare sui grandi mostri sacri, anzi, l'edizione di quest'anno dimostra esattamente il contrario e la stessa Ventura è stata scelta proprio per questo. Ma l'impressione è che le lontanissime concezioni spettacolari del direttore artistico e della presentatrice emergeranno di nuovo. A vederli insieme in conferenza stampa davano la sensazione di star stretti nei loro rispettivi ruoli: Renis possiede la verve e lo spirito per fare il presentatore; la Ventura sta studiando da direttore artistico. Per ora è più facile che la spunti lui, atteso come cantante forse nella serata finale. Subito dopo per lui ci sarà nuovamente l'America, forse anche per evitare l'ipotesi di una riconferma nel ruolo di direttore artistico anche per il 2005. Ipotesi per ora nemmeno accennata dalla Rai.

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